Archive for the ‘Curiosità’ Category

Galleria d’Arte: Black Lantern Sun Boy, di Joe Prado

lunedì, gennaio 31st, 2011
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La saga “Blackest Night”, che nel 2009 ha caratterizzato a lungo le solicitations mensili della DC, ha visto tornare dall’aldilà sotto forma di super-zombie – le Lanterne Nere – alcuni personaggi dell’editore newyorkese, defunti in storie precedenti.
Uno degli artisti coinvolti nella concezione della saga, Joe Prado, ha ora messo in vendita via web una lunga serie di studi preparatori, che ritraggono le versioni non morte degli eroi e criminali di cui sopra. Per ammirare questi disegni, e magari acquistarne qualcuno per la propria collezione, basta visitare questo link (fonte: Bleeding Cool).

Tra le immagini presenti, una riguarda da vicino la Legione e ritrae nientemeno che il Sun Boy di Terra-Prima, brutalmente assassinato da Superboy-Prime sulle pagine di “Final Crisis: Legion of 3 Worlds”. Assieme al compagno di squadra (e di sorte) Element Lad, questa Black Lantern è comparsa, di sfuggita, negli episodi di “Adventure Comics” (vol. III) recensiti a questo link.
In basso, ecco l’immagine di Prado, in tutta la sua spaventosa presenza: si salvi chi può!

Studio di Black Lantern Sun Boy, di Joe Prado (clicca sull'immagine per ingrandirla)

Studio di Black Lantern Sun Boy, di Joe Prado (clicca sull'immagine per ingrandirla)

Separati alla nascita: il “volume six” e “X-Men Forever”

sabato, gennaio 29th, 2011
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Giant-Size X-Men Forever #1

Giant-Size X-Men Forever #1

Per rinnovare il franchise legionario dopo anni di reboot e arzigogoli di continuity – l’equivalente fumettistico di Bacco e tabacco – lo staff DC ha prediletto la strada più semplice ed immediata, secondo la logica alessandrina del nodo gordiano.
Le attuali storie della Legione, infatti, proseguono da dove si era interrotta, nel 1989, la storica collana del “volume three”, che impresse negli occhi di una generazione l’immagine ancora oggi più fulgida e memorabile del team futuribile. Tutto ciò che è uscito nel frattempo è, diciamo così, da ignorare.
A sottolineare le intenzioni di un tale gesto, basti dire che l’autore attualmente seduto sulla sedia del regista di “Legion of Super-Heroes” è lo stesso di ventun’anni fa, quel Paul Levitz tornato al word processor dopo aver occupato per due decadi poltrone ben più comode ai piani alti degli uffici DC Comics.

Ma nulla è per caso, e mentre in casa DC si restituiva la Legione Silver Age al proprio passato, la rivale Marvel Comics dava alla luce un progetto dal sapore quasi identico, “X-Men Forever”, di cui da pochi giorni è uscito negli States il numero conclusivo. (altro…)

Una carrellata di camei per la Legione

domenica, gennaio 23rd, 2011
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Immagine da "DC Universe: Legacies" #5 (2010)

Immagine da "DC Universe: Legacies" #5 (2010)

Capita a volte che la Legione dei Super-Eroi appaia di sfuggita in albi intitolati ad altri personaggi. E alcuni di questi camei, quasi mai annunciati a monte nelle solicitations, possono perfino sfuggire in prima battuta al setaccio di un fan attento come il sottoscritto.
Negli ultimi mesi in particolare, il team futuribile è apparso spesso qua e là per il DC Universe, come nel caso dell’episodio di “Booster Gold” (vol. II) segnalato in questo articolo.

Per favorire i completisti, ma soprattutto per divertire i lettori più curiosi, ho raccolto in questo articolo tutte le più recenti apparizioni “fuori sede” legate in qualche modo al mondo di Lightning Lad e soci.
A partire da quella mostrata nella vignetta sulla sinistra, che ritrae Colossal Boy ed Ultra Boy in un flashback degli eventi di “Crisi sulle Terre Infinite”. La scena, tratta da “DC Universe: Legacies” #5, è dialogata da Len Wein e illustrata da George Pérez, già penciler della saga originale.
Tuttavia, non tutti i camei di cui sopra sono altrettanto didascalici, ed anzi alcuni tra questi riservano perfino delle intriganti sorprese.  (altro…)

Un’immagine vale mille parole

mercoledì, gennaio 5th, 2011
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Nonostante le vendite in caduta libera – i dati di The Beat mostrano ad esempio che, dopo soli sette numeri, il “volume six” può già dirsi una delusione commerciale – pare che il 2011 della Legione sarà ugualmente ricco di eventi, a cominciare dalla misteriosa storyline inaugurata nello speciale one-shot di marzo.

Tuttavia, non riesco a fare a meno di pensare che la DC non stia investendo alcuna vera energia sulla serie, ormai affidata per inerzia a uno stanco e non ispirato Paul Levitz – ne riparlerò più approfonditamente nelle prossime settimane con nuove, disincantate recensioni – come probabile contentino dopo lo step down dal ruolo di President and Publisher.
Se proprio dovessi sprecare sulla Legione un proposito per l’anno nuovo, ciò che invocherei per i miei beniamini di carta sarebbe senza dubbio un nuovo staff creativo, dall’editor Brian Cunningham – la folle programmazione di “Adventure Comics” grida ancora vendetta – in giù.

Mentre annegavo in questi pensieracci, mi sono imbattuto in un’immagine a suo modo emblematica della situazione, che ho subito voluto condividere su queste pagine.
Si tratta di una fotografia degli uffici DC Comics a New York – eccola, in basso – originariamente inserita nella bacheca Facebook dell’editore come parte del tour redazionale che trovate in questo album.
La foto riproduce un angolo degli uffici nel quale sono accatastati alcuni oggetti “di troppo”, tra cornici e comic books. In mezzo a questi oggetti – ed è ironico notare nel mucchio anche un manifesto dei Teen Titans, altro franchise ormai gravemente vandalizzato – un piccolo pezzo di storia del team futuribile: il mitico poster della Legione (40” x 15”) che Keith Giffen e Larry Mahlstedt realizzarono nel 1983, e che fu il primo gadget del genere mai realizzato per la vendita dalla DC.

Ora, sia chiaro, questo post non vuole certo essere una critica nei confronti di chi ha tolto dalla parete quel poster, del tipo: “Come vi permettete, infedeli?”. Per l’amor del cielo.
È solo che ho trovato quella foto, come dire… simbolica. Tutto qua. Now, let’s move on.

Un'immagine degli uffici DC Comics a New York, tratta da Facebook

Un'immagine degli uffici DC Comics a New York, tratta da Facebook

Ristampe legionarie: cosa manca?

lunedì, gennaio 3rd, 2011
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Superboy and the Legion of Super-Heroes #224

Superboy and the Legion of Super-Heroes #224

A giudicare dall’annuncio di questo hardcover, si direbbe che la DC abbia finalmente deciso di riproporre integralmente – e nello splendido formato delle “deluxe edition” – il lungo ciclo della Legione scritto negli anni ’80 dal futuro President and Publisher Paul Levitz.

Purtroppo però, per completare la ristampa in volume delle avventure del team “originale” – e cioè quelle uscite negli States dal 1958 al 1989, le uniche attualmente considerate come parte del “canone” – ci sarebbe prima da colmare un lungo gap.
La rimpianta collana Legion Archives, la più longeva ristampa cronologica delle gesta Lightning Lad e soci, ha infatti chiuso la sua gloriosa corsa col materiale del 1976, mentre il primo tomo della deluxe edition, uscito lo scorso dicembre, parte col 1982.

Quali e quante sono dunque, di preciso, le storie che mancano all’appello? Per comodità, ho pensato di stilarne un elenco dettagliato, che trovate di seguito.
Accanto al titolo di ogni albo, ho segnalato per primo il numero di pagine della feature legionaria in esso contenuta, e quindi il nome dello sceneggiatore, che vista l’assenza di penciler di grido costituisce forse il dato più discriminante nella selezione di cosa ristampare.
L’elenco comprende, oltre agli episodi delle serie regolari, anche le inevitabili apparizioni “fuori sede”, e il tutto è disposto secondo l’originale ordine di uscita. Ho volutamente lasciato fuori giusto lo spin-off “Karate Kid” (15 numeri, 1976 – 78), che riterrei casomai più logico ristampare a parte, magari in un bel “Omnibus”.

Prima di procedere con la lista, tuttavia, vorrei cercare di dare risposta a chi si chiedesse come mai alle storie in questione non viene concessa una chance in libreria.
Al di là della scarsa domanda del pubblico, il problema riguarda probabilmente i diritti d’autore. Come chiarito a questo link da Bob Greenberger, ex responsabile delle collected editions dell’allora corte di Paul Levitz:

DC pays a royalty based on a percentage of the cover price to writers, pencillers, and inkers to all material published prior to 1976 and after 1997. For the period in between, the vouchers that were in use called for a set reprint fee to be paid. In some cases, the amount of contractually obligated reprint fees makes the budget for a proposed collection unprofitable. In those cases, DC will either scrap the project or ask the talent involved to waive the reprint fee in lieu of the standard royalty arrangement. If the parties agree, then everyone benefits.

In altre parole, la produzione DC edita tra il 1976 e il ’97 rientra in un accordo in base al quale la sua eventuale ristampa andrebbe retribuita agli autori originali secondo una tariffa fissa. Contratriamente al resto, che frutta invece a chi di dovere una percentuale sul prezzo di copertina.
Non si tratta di una differenza da poco: di fonte alle previsioni di vendita, la famigerata cifra fissa di cui sopra – che pure sarebbe possibile rinegoziare – può non essere ritenuta una spesa accettabile. Come appunto, purtroppo, pare sia nel caso della Legione. Speriamo che, prima o poi, queste condizioni cambino! (altro…)

Siamo tutti naltoriani?

sabato, dicembre 25th, 2010
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La versione animata di Dream Girl

La versione animata di Dream Girl

Nei fumetti della Legione, una particolare razza di alieni – i naltoriani – è dotata di una capacità davvero invidiabile: quella di poter prevedere il futuro, pur solamente attraverso visioni non del tutto controllabili.
La società di Naltor è strutturata a tutto tondo attorno a questa dote, ed è affascinante, non solo per gli amanti della fantascienza, leggere di volta in volta come gli autori DC riescano a sbizzarrirsi in tal senso, divertendosi ad immaginare come l’abitudine a conoscere in anticipo cosa avverrà domani possa influenzare il modus vivendi di un intero pianeta.
Tra i figli di Naltor, una è addirittura molto celebre tra gli aficionados dell’equipe futuribile: si tratta dell’affascinante Nura Nal, meglio nota come la legionaria Dream Girl (a destra, in un’immagine dalla serie animata Legion of Super-Heroes).

Attenzione, però. Una recente ricerca scientifica pare avere dimostrato che, sotto sotto, tutti noi siamo un po’ naltoriani. Lo riporta il sito di Repubblica, in un articolo di Giulia Belardelli dal quale ho estratto di seguito un breve segmento:

Non c’entrano i tarocchi, né la palla di cristallo e nemmeno i fondi di caffè. Il futuro si può “sentire”. A dirlo non è un manipolo di chiaroveggenti e fattucchiere ma un gruppo di scienziati della Cornell University di Ithaca, nello Stato di New York. […] Finora, frasi del tipo “me lo sentivo” o “sapevo che sarebbe successo” sono sempre state bollate dalla scienza come pure suggestioni. Daryl Bem e colleghi, tuttavia, sono convinti che non sia così.

[…] Per riuscire a dimostrare l’esistenza di una “specie di relazione” tra eventi che devono ancora accadere e le decisioni che prendiamo nella vita quotidiana, lo psicologo ha esaminato oltre mille studenti volontari, sottoponendoli a nove esperimenti.
La novità dell’approccio sta nell’aver preso in considerazione fenomeni ben noti, invertendone però l’ordine logico-temporale. In sintesi, ciò che di solito viene interpretato come la causa di un comportamento, negli esperimenti è stato mostrato o raccontato solo dopo il verificarsi dell’evento stesso.
I risultati – considerati statisticamente rilevanti in otto casi su nove – hanno mostrato che i processi analizzati funzionano anche se la causa arriva dopo la scelta, come se le nostre azioni fossero il frutto di qualcosa che deve ancora avvenire.

Che ne dite? Sarebbe davvero così bello se fosse vero, o forse sotto sotto è meglio essere all’oscuro del proprio destino prima che questo si realizzi?

Mentre ci riflettete su, ne approfitto per augurare a tutti i Legion-fanatici uno splendido Natale!

Consigli per un Natale legionario

lunedì, dicembre 20th, 2010
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DC Universe Classics Wave 14: Tyr

DC Universe Classics Wave 14: Tyr

Il Natale si avvicina, e non c’è niente di meglio che festeggiarlo ritrovandosi sotto l’albero per un gioioso scambio di regali. È uno dei pochi piaceri di vivere in una società capitalista e consumista, se non altro per chi apprezza questo genere di cose.
Naturalmente, per un vero Legion junkie la soddisfazione non può dirsi completa senza aver scartato almeno un dono legato all’equipe futuribile. Come la splendida action figure di Tyr della Mattel – se ne era già parlato a febbraio, ricordate? – da poco uscita negli States e subito immortalata su Twitter dall’occhio digitale del Legion Omnicom (per chi fosse interessato, Action Figure Insider offre, a questo link, maggiori dettagli sul prodotto).

Personalmente, tuttavia, ritengo che in cuor suo un fumettofilo preferisca sempre ricevere qualcosa da leggere, piuttosto che un gadget da dimenticare su una mensola.
Per questo, se siete alla ricerca di un cadeau dell’ultimo minuto, o se volete reinvestire gli euro ricevuti dalla nonna, ecco una serie di consigli ad hoc. Adatti anche al classico “uomo che aveva tutto”.
Ad esempio, chi già avesse sulla libreria di casa una cospicua collezione di fumetti DC farebbe bene a considerare che c’è della Legione non solo nelle pagine dei comics, ma anche in alcuni splendidi art book usciti nell’ultimo periodo. Come Cover Run: the DC Comics art of Adam Hughes – ne ho accennato giusto ieri in questo articolo – , vero e proprio amarcord della carriera del morbido illustratore di Riverside, New Jersey, alla corte di Wonder Woman e soci.
Un altro art book che potrebbe far felice ogni appassionato è il prezioso Icons: the DC and WildStorm art of Jim Lee, che ospita addirittura una storiella inedita della Legione disegnata dal penciler coreano e scritta dal solito Paul Levitz – e in coda per essere recensita dal sottoscritto su questo blog.
E che dire poi di DC Comics: The Art of Modern Mythmaking, gigantesco tomo di taglio storico che, anche attraverso un ricchissimo corredo iconografico, ripercorre l’intera storia editoriale della publishing house di Superman e Batman, dalla Golden Age ad oggi?

Legion of Super-Heroes: The Great Darkness Saga Deluxe Edition

Legion of Super-Heroes: The Great Darkness Saga Deluxe Edition

Per i neofiti che invece volessero avvicinarsi per la prima volta al cosmo DC del 31esimo secolo, invece, ecco una breve carrellata di titoli da richiedere immediatamente a Babbo Natale.
Purtroppo, la splendida (e costosa) collezione degli Archives, che ristampa in edizione di lusso le prime annate della Legione, è fuori catalogo. Non resta dunque che gettarsi sui più abbordabili Showcase Presents (vol. 1, vol. 2, vol. 3 e vol. 4), che ripropongono le stesse storie in versione più modesta e in bianco e nero. Il divertimento offerto, comunque, è il medesimo.
Per chi non se la sentisse di imbarcarsi in un recupero cronologico della Legione Silver Age, il catalogo DC offre comunque la possibilità di concedersi a poco prezzo un assaggio di quella vibrante e indimenticabile stagione del fumetto popolare americano. Mi riferisco a DC Classic Library: The Life and Death of Ferro Lad, elegante hardcover che ospita una delle saghe di maggior impatto storico della gestione di Mort Weisinger e Jim Shooter.
Anche il paperback 1,050 Years of the Future presenta un’interessante selezione di storie degli anni ’60, ma in questo caso accompagnate da materiale più moderno.

A un primo impatto visivo, il regalo più appariscente è però The Great Darkness Saga Deluxe Edition, magnifico cartonato oversized a firma Levitz e Giffen. Poche avventure della Legione sono al livello di quelle qui raccolte, uscite in origine negli States nei primi anni ’80, e nessun’altra può vantare una ristampa altrettanto spettacolare come oggetto in sè.
Se foste fulminati dalla lettura di questo ciclo, ricordate infine che l’esperienza prosegue con i due paperback An Eye for an Eye e The More Things Change, quasi altrettanto appassionanti.

Bits of legionnaire business

domenica, dicembre 19th, 2010
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Illustrazione di Kyle Starks

Illustrazione di Kyle Starks

Nell’attesa di essere colpito dalla voglia di cimentarmi nelle circa ottomila recensioni arretrate che mi aspettano (sto meditando un piccolo evento, tipo “review week”, per spararle tutte in un colpo e levarmi il pensiero), ecco un breve pastone di curiosità e scampoli di notizie accumulate nelle ultime settimane.

Prima di cominciare, però, un annuncio a proposito del Legion Re-Cover-y Contest, il concorso recentemente organizzato da questo blog e di cui si attende ora di conoscere i risultati.
Mi spiace per i gentilissimi partecipanti, il cui entusiasmo avrebbe meritato da parte mia tempi di lavoro più stretti, ma per il momento ci sarà da pazientare ancora un po’. Stendere i testi di commento alla galleria delle immagini in gara è attività lunga e complessa, mentre – come purtroppo si evince dalla recente scarsità di nuovi articoli – il tempo libero è poco, pochissimo. Tuttavia, posso anticipare che ci saranno delle grosse sorprese, per cui, se siete ancora curiosi, restate in ascolto: ne varrà la pena.

A proposito di concorsi, da segnalare una deliziosa illustrazione Legion-related tra le opere inviate al “Calvin and Hobbes art contest”, sfizioso giochino indetto dal blog ammeregano Super Punch.
Come facilmente intuibile, la manifestazione web invitava a realizzare immagini-omaggio ispirate al celeberrimo fumetto di Bill Watterson, pubblicato in Italia da Comix. Tra i numerosi a rispondere all’appello, lo spiritoso Kyle Starks ne ha approfittato per un simpatico mash-up tra il protagonista della strip originale e la copertina di Adventure Comics (vol. I) #247, l’albo che segnò l’esordio nel comicdom di Saturn Girl e soci. Il risultato, simpaticissimo, è riprodotto nel box sulla sinistra.

Sempre a proposito di disegni, in occasione dell’uscita di Cover Run: the DC Comics art of Adam Hughes, il sito Comic Book Resources ha pubblicato una lunga intervista con il talentuoso artista di “Gen13″ e “Wonder Woman”. Autore che, a inizio carriera, si fece conoscere anche attraverso a una manciata di buon di materiale legionario, cui il volume dedica un piccolo spazio nelle prime pagine.
Meno entusiasmante invece, sotto il profilo estetico, l’anteprima di Adventure Comics #520, che vede il ritorno dell’insulso Kevin Sharpe per un ultimo episodio prima del suo definitivo addio dalla testata. Per fortuna, dal #521 (qui la preview) le cose dovrebbero migliorare sensibilmente, con l’arrivo alle matite di Geraldo Borges prima e di Phil Jimenez (!) poi. (altro…)

Galleria d’Arte: Jim Lee e il “making of” di Timber Wolf

domenica, settembre 12th, 2010
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Negli ultimi mesi, l’attesa dei fan per il numero successivo di “Legion of Super-Heroes” si è arricchita di un’ulteriore sfumatura. Oltre a fantasticare sugli sviluppi delle trame, infatti, i lettori possono ora anche divertirsi a inferire quale tra i protagonisti del team futuribile sarà stato scelto per posare nella prossima delle variant cover che il celebre penciler Jim Lee sta realizzando per i primi sei albi della serie.
Per una volta, tuttavia, l’artista di origini coreane ha deciso di svelare in anticipo l’arcano, pubblicando tramite il suo account Twitpic il work in progress di una delle immagini ancora inedite. Nella fotografia in basso è già possibile sbirciarne una sottile anteprima; ulteriori dettagli nel resto dell’articolo.

Un'immagine del tavolo da lavoro di Jim Lee

Un'immagine del tavolo da lavoro di Jim Lee

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Kurt Busiek sullo storytelling visivo

mercoledì, agosto 18th, 2010
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Kurt Busiek

Kurt Busiek

Nei miei ultimi articoli sto discutendo spesso di storytelling, nel senso di quella capacità da parte di un artista di scandire con chiarezza ed efficacia una sequenza narrativa attraverso un linguaggio visivo, come ad esempio quello del fumetto o del cinema.
Purtroppo, in questo caso le mie osservazioni non nascono dal solo interesse per l’argomento, ma dalla necessità di vivisezionare analiticamente le tavole realizzate da Kevin Sharpe per gli ultimi numeri di “Adventure Comics”, che a mio avviso potrebbero alimentare un vero e proprio manuale su come non comporre delle pagine a fumetti.
Tuttavia di artisti cani, e magari pure raccomandati, il comicdom è sempre stato pieno: quello che mi sorprende davvero di tutta la faccenda è piuttosto che sceneggiatore ed editor non sembrino muovere un dito di fronte all’abominevole produzione di Sharpe, la cui opera non mostra alcun miglioramento da un episodio all’altro. Possibile che nè Levitz nè Cunningham abbiano dei consigli da elargire al palesemente inesperto collega?

Incuriosito da questi interrogativi, ho pensato di interpellare un altro professionista del settore, Kurt Busiek (“Astro City”, “Superman”), che sul forum di Comic Bloc usa ai suoi lettori la gentilezza di rispondere alle loro domande su quasi ogni argomento.
Chiaramente, non potevo pretendere dal diplomatico Busiek una risposta specifica sul caso Sharpe. Così, ho preferito chiedergli di commentare in linee generali il tema del rapporto tra scrittore e penciler, a cominciare da cosa può fare uno sceneggiatore nel caso in cui notasse per tempo errori di storytelling da parte del disegnatore:

If it’s a work for hire book, you bitch about it to the editor, and he’ll either ask for repairs or he won’t, but it’s the company’s call.

If it’s a creator-owned book, then theoretically at least, you satisfied yourself that the guy could tell a story before signing him up. But if there are storytelling mistakes, you either get them fixed or write around them as best you can.

A proposito dell’importanza dello storytelling per gli addetti ai lavori, infine, Busiek ha così risposto:

In theory, yes. In practice, it depends on the creator or editor. And it’s possible they care but just disagree with you on what works well.

Ringrazio nuovamente l’esauriente Kurt per la sua estrema disponibilità, e per avermi fatto comprendere meglio come vanno le cose nel dietro le quinte.
Di fatto, però, le parole di Busiek confermano ciò che già immaginavo, e cioè che il rapporto tra i vari elementi del team creativo può essere, all’occorrenza, sinergico anche nel caso di produzioni mainstream come i comics DC. Tempo e voglia permettendo, sceneggiatore ed editor possono discutere criticamente il lavoro di chi si occupa del versante grafico. E magari correggerlo. Sempre che, in primo luogo, abbiano il gusto e la competenza necessaria per farlo.