Archive for the ‘Curiosità’ Category

Legione straniera: La Legione dei 3 Mondi

giovedì, dicembre 3rd, 2009
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Final Crisis: Legion Der 3 Welden SC (Panini Comics Deutschland)

Final Crisis: Legion Der 3 Welden SC (Panini Comics Deutschland)

I fumetti DC Comics vengono pubblicati ogni mese, oltre che negli States, in numerosi altri paesi del mondo. Di solito, per favorire l’inevitabile lavoro di planning e traduzione da parte degli editori licenziatari, i titoli d’oltreoceano appaiono nelle checklist estere solo diversi mesi dopo l’esordio nella forma originale.
Ad esempio, è solo da qui alle prossime settimane che la miniserie di “Legion of 3 Worlds” (2008 – 09), la cui ristampa in volume da parte della DC ho da poco recensito in questo articolo, sarà proposta al pubblico extra-americano. Con la complicità di Google, ho cercato di rintracciare quante più possibili tra le versioni internazionali della saga, in quella che potrebbe anche diventare una rubrica fissa di questo pulsante e futuri-fico blog.

Purtroppo, le informazioni che ho saputo recuperare non sono poi molte. Al di là della mia incommensurabile dimestichezza col motore di ricerca di Page e Brin, lo scoglio della lingua è stato un ostacolo spesso troppo duro per la mia modesta mente bilingue.
So per certo che spesso, se non altro per errore, molti internauti da tutto il mondo aprono le pagine di questo sito. A tutti loro rivolgo un appello: guys, if you know any publishing house, other than the ones listed below, which puts out DC comics outside the US, please let me know! Thank you in advance!

Si comincia con la Germania, dove le avventure di Superman e soci sono edite da Panini Comics. In realtà, come vedremo, la multinazionale modenese detiene i diritti DC anche in altri paesi su e giù per il globo; l’invito agli aficionados che stessero leggendo queste righe, però, è di evitare confronti con i prodotti nostrani: nazioni diverse, mercato diverso!
Nelle edicole della foresta nera, la Legion der Superhelden pre-Crisis era già arrivata ad aprile con Superman Sonderband #30, raccolta della deliziosa storyline di Johns e Frank da “Action Comics” nn. 858-863.
A novembre, ecco invece DC Premium #64: Legion Der Drei Welten HC, accompagnato anche da una versione più economica in brossura. Mi incuriosisce come i grafici della Panini abbiano saputo inventare per la copertina un’impaginazione alternativa al controverso layout ideato da Chip Kidd, quello con la scritta “Final Crisis” disposta in bande verticali. Invece, credo per questioni di leggibilità, è stato riciclato un logo “minore” comparso solo negli “house ads” americani. Funziona!
Un altro particolare da sottolineare riguarda la modalità di pubblicazione della saga. Tutti gli altri spin-off della maxiserie di Grant Morrison, infatti, sono stati raggruppati dalla Panini tedesca all’interno della collana intitolata a “Final Crisis”; la storia della Legione è l’unica ad essere stata proposta a parte, vista anche la sua attinenza pressochè nulla all’affresco generale del crossover. Ad ottobre, per inciso, un’altra storia legata al team futuribile aveva subìto lo stesso trattamento deluxe: DC Premium #63: DC/WildStorm – Dreamwar.

Superman & Batman #52 (Panini Comics Brazil)

Superman & Batman #52 (Panini Comics Brazil)

Il catalogo Panini ospita i comics DC anche in Francia, dove però la presenza dei supereroi dell’editore newyorkese è costretta a mantenersi in toni esigui. D’altronde, non è difficile immaginare fatale disinteresse nelle ricette dello chef DiDiò da parte di un pubblico, quello della bedè, abituato a leggere ben altro.
Dicevo di tenere d’occhio le differenze tra i diversi mercati nazionali: mentre in Germania la Legion des trois mondes trova risalto rispetto al resto di “Crisi Finale”, all’ombra della Torre Eiffel dovrà invece condividere con altro materiale analogo le pagine del tomo DC Big Books #15: Final Crisis. Un sincero grazie a Cristiano Grassi, editor Panini che mi ha gentilmente fornito questa informazione.

La carrellata europea si conclude con la Spagna, dove l’epica nerd di Johns e Pérez uscirà, prima o poi (il sito ufficiale non da indicazioni precise), nel volume Crisis Final: La Legión De Tres Mundos, per i tipi di Planeta/DeAgostini. ¡Qué suerte, amigos!

Ultima tappa: Brasile. Detto francamente, mi fa strano pensare che in un paese così povero ci siano Real da spendere per i comics, ma tant’è. Stando a Wikipedia, il 29,3% dei brasiliani vive sotto la soglia di povertà; quasi sicuramente, gli albi dei supereroi costituiscono un trastullo per la sola classe ricca. Sarebbe bello saperne di più: se qualcuno dei miei pazienti lettori avesse qualche esperienza diretta della società carioca (a parte il turismo sessuale, dico, bestiacce) mi piacerebbe che la raccontasse, pur in breve, nei commenti.
In ogni caso, anche in Brasile la DC è proposta da Panini. Qui, alla Legião dos tres mundos tocca un posto da comprimaria in appendice alla testata Superman & Batman, a cominciare dal #52 dello scorso ottobre.
Il logo utilizzato come strillo di copertina, visibile nell’immagine in basso a destra, è preso pari pari dall’interno della storia, dove compare accanto ai credits. Il look è sempre quello, ideato da Todd Klein e ripreso dal frontespizio del mitico “volume III”, come ho già trattato qualche giorno fa in questo articolo.

Buona lettura ai Legion junkies di tutto il mondo!

Dedicato a Saturn Girl

mercoledì, novembre 25th, 2009
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Navigando sul sito di Repubblica, ho scovato un video davvero straordinario. E che potrebbe letteralmente sciogliere in sincera commozione Imra Ardeen, la coraggiosa legionaria altrimenti nota come Saturn Girl. Da vedere!
.

Un logo (non) vale l’altro

venerdì, novembre 20th, 2009
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Action Comics #858

Action Comics #858

Che cos’è un logo? Il termine, diminutivo di logotipo, è un calco semantico che proviene dall’inglese logotype e significa (cito dal dizionario online della Garzanti):

breve testo (nome, titolo, frase) in una data forma grafica, che identifica un prodotto, un’azienda, un ente (p. e. il titolo di un giornale come appare sulla testata)

Vien da sè l’importanza commerciale di un tale strumento, che in casi non rari come quello di “Superman” può diventare addirittura protagonista solitario di interi plotoni di merchandising.
I comic books americani, però, non sono necessariamente legati ad vitam ad uno stesso logo. Spesso, la testata viene anzi rinfrescata con frequenti rinnovamenti nel design, non solo in occasione di rilanci e cambi di numerazione. Quasi sempre, tali modifiche sono giustificate dalla volontà di identificare più chiaramente una fase della vita di una determinata ongoing series, magari in relazione al ciclo di un autore o ad un (momentaneo) twist nel concept.

Come testimoniato dalla splendida copertina del 2007 riportata qui in alto, da quando la Legione pre-Crisis è tornata a reclamare il suo spazio tra i volti del DC Universe l’editore ha sempre cercato di caratterizzarla con il logo dello storico “volume III”, collana uscita tra il 1984 e l’89 e interamente sceneggiata da un ispiratissimo Paul Levitz. La scelta di quello specifico marchio deriva, in questo caso, dal fatto che lo status quo del team futuribile sia stato più o meno riconodotto a ricalcare la gloriosa parentesi levitiziana. (altro…)

Se solo avessi TiVo: “Legion of Super-Heroes” su Cartoon Network!

mercoledì, novembre 18th, 2009
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Immagine promo del cartoon della Legione, 2006

Immagine promo del cartoon della Legione, 2006

Da qualche settimana stavo dimenticandomi segnalare un’importante notizia che interesserà senza dubbio tutti gli aficionados della Legione. O perlomeno quelli che, come il sottoscritto, affiancano alla passione per le gesta di Cosmic Boy e soci anche un certo interesse per il cinema d’animazione.

Cartoon Network (canale 606 di Sky) sta infatti trasmettendo la serie animata della Legione dei Super-Eroi, 26 puntate prodotte tra il 2006 e il 2008 da Kids WB! per il canale americano The CW (lo stesso che trasmette i telefilm di Smallville, per intenderci). Lo show è visibile da noi alle 9.10 del mattino o, per i più dormiglioni, l’ora successiva sul canale 607 (Cartoon Network +1). Ma non è la prima volta che questo titolo approda in Italia: l’esordio, sempre sulla stessa rete, risale infatti al 1° di ottobre del 2007 (fonte: Wikipedia).

Tra gli autori della serie, dei quali segnalo alcuni nomi di spicco come Amy Wolfram e J. M. DeMatteis, da sottolineare l’apporto del produttore James Tucker, oggi impegnato nella realizzazione dell’imperdibile “Batman: the brave and the bold”.
Gli episodi di questo cartone sono a mio avviso sempre molto godibili, nella tradizione delle migliori trasposizioni animate degli eroi DC Comics. Dalla seconda stagione, poi, il taglio diventa ancora più fresco e adrenalinico, accontentando maggiormente anche il target degli spettatori più adulti. Rimando i più curiosi a questo link per una mia più approfondita recensione delle prime 13, spassose, puntate.

Purtroppo, a causa dello smantellamento da parte di CW dello slot di palinsesto dedicato a Kids WB!, la già pianificata terza serie di “Legion of Super-Heroes” è caduta nel limbo, con grosso scorno di tutti gli amanti della buona televisione.
Nel corso di numerose interviste, Tucker ha rivelato molti particolari su cosa ci avrebbe atteso se la Storia fosse stata più clemente. E leggendo queste intriganti rivelazioni, rilasciate a suo tempo a siti come CBR e World’s Finest, è impossibile non provare almeno un briciolo di amarezza.
Per colmare la nostalgia non resta quindi che rituffarsi nella visione televisiva degli episodi storici, al momento disponibili solo in parte nel mercato nostrano dei DVD (volume uno e volume due di sei).

Welcome home, Paul!

sabato, ottobre 31st, 2009
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Sulle pagine del blog Gelatometti, Jim Lee e i suoi soci dello studio WildStorm hanno realizzato una bella illustrazione per celebrare il ritorno di Paul Levitz al franchise che lo rese celebre a cavallo tra gli anni ’70 e ’80, quello della Legione dei Super-Eroi.
Il disegno, che ho riportato qua sotto in tutto il suo splendore, è un collage di contributi da parte di vari artisti, come Carlos D’Anda e J. J. Kirby. Tra questi, Lee si è occupato delle figure di Colossal Boy e Sensor Girl, oltre che di definire il layout della parte superiore dell’opera.

L’artista di origini coreane, oggi quarantacinquenne, sarà presto celebrato da un pregiato volume della Titan Books, Icons. Oltre a ripercorrere la carriera del penciler di “X-Men”, “WildC.A.T.s.” e “Superman”, il tomo conterrà peraltro una storia inedita illustrata da Lee e scritta, non a caso, dallo zio Paul. ‘Nuff said.

Il WildStorm Studio benedice il ritorno di Paul Levitz sulla Legione

Il WildStorm Studio benedice il ritorno di Paul Levitz sulla Legione

Sempre a proposito del non-così-imminente “third run” levitziano, Comic Book Resources ha strappato al futuro sceneggiatore di “Adventure Comics” (vol. III) una lunga intervista di benvenuto.
Il pezzo non contiene, per fortuna, alcuno spoiler, nè anticipa il nome del penciler destinato ad affiancare l’ex presidente DC Comics. Si tratta comunque di una lettura simpatica e ricca di aneddoti, come testimoniato dall’estratto che ho riportato in questo articolo e che è possibile visionare cliccando qui di seguito. (altro…)

100 di questi post!

domenica, settembre 27th, 2009
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…e 100!
Con questo messaggio mi permetto di celebrare il traguardo dei 100 articoli da me pubblicati in questo blog. Cameriere, champagne!

In un eccesso di vanità, ho pensato di festeggiare ripescando un mio disegno del 2007 con protagonisti Karate Kid e Starman, inizialmente pubblicato online a questo link. Anche allora l’occasione era quella di rimarcare il centesimo articolo pubblicato, in quel caso sul mio vecchio blog, sul quale trattavo varie tematiche legate al mondo del fumetto e del disegno in generale. Bella esperienza, quella, che si è evoluta in un progetto ancora più affascinante per il sottoscritto: quello di glamazonia.it.

Approfitto di questa occasione per ringraziare tutti coloro che seguono i miei (a quanto pare, numerosi!) deliri sulla Legione. Quello di Superboy e soci è il fumetto che più amo e tenere questo sito sarebbe per me un piacere anche se non mi seguisse nessuno. Ugualmente, è molto meglio dire di una passione che non ci si limita a viverla, ma che si riesce anche a condividerla. Grazie mille a tutti!

Frantumato il traguardo dei 100 post! Disegno di Fabio Graziano, 2007

Frantumato il traguardo dei 100 post! Disegno di Fabio Graziano, 2007

Lettera aperta a Paul Levitz

sabato, settembre 12th, 2009
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Un imbarazzato Paul Levitz in posa con un cosplayer di Timber Wolf

Un imbarazzato Paul Levitz in posa con un cosplayer di Timber Wolf

Dear Paul,

e così, dopo vent’anni esatti, sei tornato nel tunnel. Quello che sbuca dritto dritto nella Metropolis del lontano XXXI° secolo. Là, dove vive le proprie esaltanti avventure la Legione dei Super-Eroi.
È un mondo che a te deve molto. Con le tue indimenticabili storie, uscite a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, hai saputo arricchirlo di idee e di concetti che ancora oggi brillano per ignegno e potenza visionaria.
Mi deprime che la “tua” DC non abbia saputo ristampare in volume che una minima parte di quei classici: nel tuo caso, caro il mio ex President and Publisher, si può dire che la carenza di immodestia possa essere considerata un difetto.

Una cosa che mi colpisce del tuo mestiere di autore, le cui meccaniche hai accennato nel corso di alcune interviste, è l’approccio cerebrale, ragionato. Ma non per questo freddo, che le tue opere non mancano certo di cuore e di pathos.
Facendo appello a questa tua speciale lucidità, non posso fare a meno di scriverti una lettera, per sussurrarti alcune timide considerazioni sul futuro di “Adventure Comics”. E di quei suoi protagonisti futuribili attorno ai quali orbita gran parte della mia passione per la nona arte.

Quello della Legione è un concept ingiustamente sottovalutato dai piani alti della DC. In primis, perchè ha un alto fattore additivo: “effetto Pokemon”, direbbero oggi. Ma soprattutto perchè le sue premesse sono oggi a dir poco attualissime: un gruppo di ragazzi provenienti da pianeti diversi si riuniscono attorno a un comune sogno di uguaglianza. C’è materiale di stretta rilevanza contemporanea, qui, un profondo discorso sull’integrazione e sul pregiudizio.
In tempi come questi, macchiati da un abisso di ideali specie nelle nuove generazioni, la Legione dei Super-Eroi propone valori positivi e un senso mutualistico di aggregazione e appartenenza. Senza per questo inciampare, però, nella retorica paludata, perchè i legionari sono ragazzi tutto sommato semplici, umani, facili all’amore e al sentimento.

Legion of Super-Heroes (vol.II) #290

Legion of Super-Heroes (vol.II) #290

Eppure, purtroppo, poco di tutto questo si è affacciato negli ultimi anni nei comics di Saturn Girl e soci. Dalla “generazione MTV” di Mark Waid, rappresentata con distacco ed acide pennellate dagli occhi di un papà incapace di relazionarsi con i figli, al pastiche per iniziati di Geoff Johns, (obbligato?) incubo di continuity con poca sostanza.
Complici svariati “reboot”, il già sguarnito carnet dei lettori DC si è sempre più disamorato della Legione dei Super-Eroi, ormai bollata quasi unanimemente come un piatto per soli nostalgici.

Diciamocelo chiaramente, Paul. Il tuo ritorno sul luogo del delitto sarà senz’altro considerato dai fan perduti come un incentivo a riscoprire la sopita passione legionaria, ma rischia di appesantire ancora di più il grave pregiudizio di cui sopra. Dalle mie parti si direbbe: “una minestra riscaldata”. Un autore “vecchio” (stilisticamente) su una serie “vecchia”. Beninteso, io non la penso così, faccio semplicemente da ambasciatore a quello che temo possa essere un pensiero comune ad una buona massa di lettori.

Il compito che stai per intraprendere, Paul, è quindi molto arduo. E lo sai. Sempre che, naturalmente, l’editore non si accontenti di una collana che vivacchi sulle spalle del ritrovato zoccolo duro di aficionados. In quel caso, una pigra terapia di “nerdate” alla Johns sarebbe sufficiente. Minimo sindacale.
Ma ai tempi d’oro del “volume II”, e soprattutto nella serie successiva, editata da Karen Berger, non ti sei mai accontentato della via breve, della facile strizzata d’occhio, raffinando sempre più il tiro verso una scrittura corposa, matura e per tutti.
Di fronte a gaffe come “La morte di Superboy”, il velenoso pedaggio pagato dalla Legione a “Crisis on Infinite Earths”, sei riuscito a far procedere la trama senza fossilizzarti sul “continuity porn”, evitando gli spunti sterili. Giungendo perfino a realizzare, da quello sfortunato gimmick, due veri e propri gioielli come la saga di Sensor Girl e la mitica “Life and death and the end of time”.
Mi auguro che questa indole non sia stata atrofizzata (anche in te!) dalla nascita del ghetto direct market. Per risollevare le sorti della Legione, c’è bisogno ancora oggi di quella stessa creatività di allora, autonoma e carica di dignità.

Legion of Super-Heroes (vol.III) #50

Legion of Super-Heroes (vol.III) #50

Trovo che un altro, atavico, errore di molti autori di comics sia quello di abbandonarsi troppo spesso allo stereotipo di un target immaginario ed irreale. Specie superati gli “-anta”, ci si rivolge con svogliatezza a un’ipotetica gioventù informe e senza contesto, con risultati che spesso rasentano un amaro patetismo.
Parla di quello che ti preme oggi, Paul. Se racconti una storia onesta e sentita, arriverà a segno. Basta che non ti scordi di metterci qualche esplosione ogni tanto.

Ma soprattutto, per favore, basta con questa insalubre umiltà. Inizia a far pesare il tuo ruolo di consulente e la tua autorità di figura rispettata in ogni angolo degli uffici DC Comics. Premi per una importante promozione ad “Adventure Comics”. Premi per avere un artista di grido. Premi per la ristampa delle storie degli anni Settanta e Ottanta (al contrario di quanto hai fatto con gli Archivi della Legione, mannaggiattè). Santo cielo, premi!
E chissà che, in futuro, la neonata DC Entertainment non finisca per ricordarsi anche dell’esistenza di questi personaggi, per sfruttarli in qualche spin-off extra mediale. Non guasterebbe.

Mi permetto di concludere con una chiosa forse un po’ invadente ma che spero tu sappia cogliere con il giusto spirito.
Posso immaginare che, nell’enfasi del revival, il pensiero di riformare il duo con Keith Giffen ti sia di certo balenato in mente. Se è così, ti prego, non farlo.
Nel corso della sua lunga gestione in solitario delle avventure della Legione, Giffen è stato artefice di un ciclo denso e ricco di idee, sì, ma caratterizzato in negativo da un approccio “anale” e morboso nei confronti dei personaggi e della continuity. Se oggi il franchise è snobbato dalla maggioranza dei lettori è anche per la fama di property “autoreferenziale” accumulata a partire da quegli anni.
Senza contare che ultimamente i lavori di Giffen sono quasi sempre stati, a mio modesto avviso, delle marchette poco ispirate. È difficile restare per sempre il “ragazzaccio” geniale e iconoclasta; com’era inevitabile, Giffen è diventato a sua volta un parruccone, uno scrittore omologato con tanta professionalità ma poca verve.
Ti immagino storcere il naso, in spontanea difesa dell’amico Kieth. Lascia stare, ti prego, perchè non voglio offendere nessuno. Ancora una volta, mi rivolgo al tuo lato più razionale (insomma, prendi e porta a casa).

Sono felice che tu sia di nuovo a bordo, Paul. La tua è una scommessa: ti auguro di cuore di sbancarla.

Best wishes,

Fabio Graziano

Galleria d’Arte: Henry, Koblish e Manapul

mercoledì, settembre 2nd, 2009
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Tra una news e una recensione, ogni tanto vale la pena di abbandonarsi anche alla mera goduria visiva del disegno, parte fondamentale di quel fantastico mix di immagini e parole che è il fumetto. Anche l’occhio vuole la sua parte, insomma. E, nelle ultime settimane, lo sguardo degli aficionados ha avuto di che abboffarsi, grazie alle numerose illustrazioni Legion related diffuse in rete dagli artisti del bullpen DC Comics. Eccone un appello ragionato, in una breve galleria d’arte del… 31esimo secolo. Cliccate sulle miniature per ingrandirle!

A giudicare dagli ultimi articoli del suo blog, il paziente inchiostratore di “Final Crisis: Legion of 3 Worlds”, Scott Koblish, sembra aver momentaneamente accantonato il pennino a favore della matita. Ne sono dimostrazione, tra le altre, anche alcune deliziose prove a tema legionario.
La prima immagine è in realtà un vero e proprio collage di “sketch cards”, cioè di card bianche, stampate ad hoc per essere “personalizzate” da un autore come veri e propri pezzi unici. Il buon Koblish ha realizzato tutto ciò per beneficienza nei confronti di Hero Initiative, associazione di stampo mutualistico attraverso la quale i fumettisti d’oltreoceano si danno una mano per sopravvivere all’impossibile sistema sanitario americano. Ragione un più per rimpiangere di non aver potuto acquistare qualcuno di questi simpatici mini ritratti!

Illustrazione di Scott Koblish

Illustrazione di Scott Koblish

Tra una sketch card e l’altra, è possibile trovarne ancora a questo link, l’artista si è divertito a disegnare anche una magnifica immagine corale della Legione (da aggiungere a quella, immensa, già realizzata in coppia con George Pérez per lo spin-off futuribile di Final Crisis). Come ammette lui stesso tra i commenti del suo blog, Koblish si sente ancora “prigioniero del 31esimo secolo”: una saudade, questa, che fa molto comodo a noi appassionati!

Illustrazione di Scott Koblish

Illustrazione di Scott Koblish

Anche Clayton Henry, attuale penciler della second feature di “Adventure Comics” (vol. III), ha avuto modo di imprimere su carta una sua foto di gruppo di Saturn Girl e soci. Di questa immagine, che costituisce la famigerata splash page sulla cui opportunità “tecnica” ho già avuto da ridire, è stata pubblicata online dall’autore anche la (pulitissima) versione iniziale a matita: eccola!

Illustrazione di Clayton Henry, da "Adventure Comics" (vol. III) #1

Illustrazione di Clayton Henry, da "Adventure Comics" (vol. III) #1

Infine, ecco qualche rapido schizzo anche da parte dell’altra star di “Adventure Comics” (vol. III), il bravissimo Francis Manapul. L’artista filippino-canadese, già noto ai frequentatori di questo sito per le sue fatiche legionarie “off-duty”, ha diffuso tramite il suo blog alcuni disegni realizzati nel corso di una convention. Tra questi, non mancano i volti più noti del team di paladini della Metropolis che verrà, come ben documentato a questo link.

Illustrazione di Francis Manapul

Illustrazione di Francis Manapul

Action figures through time!

domenica, agosto 30th, 2009
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Super Powers - Series 3 (1986): Tyr

Super Powers - Series 3 (1986): Tyr

In occasione del periodico botta e risposta con i responsabili delle action figures DC Universe della Mattel, i ragazzi di Blog@Newsarama sono riusciti a strappare un’anticipazione che solleticherà le papille gustative degli aficionados:

Newsarama: Thus far, we’ve seen DCUC figures from the JLA, the JSA, the Teen Titans, the Outsiders, the Doom Patrol and even the All-Star Squadron (Commander Steel); will we begin to see the Legion in 2010? On a related note, are either Validus or Colossal Boy C+C contenders?

Mattel: We do have some great plans for the Legion of Superheroes, but when and how they will be released has yet to be announced!

Si sa, le strade per l’inferno sono lastricate di buone intezioni. Ma a far ulteriormente ben sperare, il fatto che negli ultimi mesi la casa di El Segundo, California, abbia già sfornato del materiale Legion related. Come da me già riportato, ad esempio, in questo articolo. E, in caso di tragica defaillance di queste recenti proposte, dubito che alla Mattel si sarebbero sbilanciati con nuove promesse. Non resta che aspettare con fiducia, quindi!

Restando in tema, lo scorso 25 agosto l’impareggiabile Legion Omnicom  ha ricordato l’anniversario dei cinque lustri dal lancio di Super Powers, storica collezione di modellini ispirata ai personaggi DC Comics.
Nella terza ed ultima ondata di uscite, datata 1986, i produttori della Kenner inserirono anche un elemento del mythos legionario, il villain Tyr. I motivi di tale scelta sono evidenti dall’immagine qui in alto: quale bambino resisterebbe a un giocattolo che lancia un missile dal braccio? Toghissimo!

Un tuffo nel passato con Conway e Grell

lunedì, giugno 22nd, 2009
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Come una mareggiata che schianta sulla riva mementi recuperati da quel grande archivio di oggetti e ricordi che è il fondo del mare, anche la blogosfera ogni tanto riporta a galla curiosità e chicche dal passato. È il caso di due aneddoti Legion-related (ri)apparsi in rete negli ultimi giorni e che vado immediatamente a segnalare anche in questa pirotecnica sede.

Nella sua rubrica Comic Book Legends Revealed, Brian Cronin ha ripercorso i lunghi e faticosi tentativi da parte di Mike Grell, storico artista della Legione nei primi anni ’70, di inserire un personaggio di colore all’interno del franchise futuribile DC Comics.
L’episodio, ben riassunto in un articolo colmo di illustrazioni, è di un’amara ironia per noi lettori di oggi, che col senno di poi possiamo pensarci sopra dall’interno di una società sempre più multirazziale:

Un'immagine del legionario Tyroc

Un'immagine del legionario Tyroc

When Mike Grell became the new regular artist of the Legion of Superheroes (which appeared in Superboy and the Legion of Superheroes) in 1974, there was something that he noticed that troubled him a bit.
In the future world of the Legion of Superheroes, there did not seem to be any black people.
So a few issues into his run as the artist on the book, Grell took a new Science Police character that Cary Bates was introducing in Superboy and the Legion of Superheroes #207 (who appeared to be a one-off character), and drew him as a black man.
However, editor Murray Boltinoff told Grell that they were already planning on having a black character show up in a few months, so Boltinoff then had the character Grell intended to be black just colored white, instead.

Grell continued to pester Boltinoff over the next few months, “So, when are we going to get this black character you said we would?” until finally, Grell got his wish….and probably wished he didn’t.
Superboy and the Legion of Superheroes #216, from late 1974, tried to explain why there didn’t seem to be any black characters in the world of the Legion of Superheroes.
You see, they all lived on an island that, like Brigadoon, would disappear from this dimension for years at a time. And Tyroc was their resident superhero.

Grell, naturally, did not take kindly to the idea that the first black superhero in the Legion (heck, Tyroc predated Black Lightning, even!) was a separationist! As a result, he tried to make Tyroc look as goofy as he could.
Later writers tried to redeem the Tyroc character a little bit (Keith Giffen even made him President of New Earth in the Five Years Later Legion!).

Strano come un fumetto come quello della Legione, uno dei cui punti forti è proprio la serena integrazione tra le diverse culture dei protagonisti, sia giunto così tardi e così goffamente a toccare il tema della discriminazione razziale. Grazie al cielo, la storiografia della serie vedrà momenti molto più riusciti sotto questo fronte, fino al culmine dalle recenti storie realizzate da Geoff Johns e Gary Frank sulle pagine di “Action Comics”.

Il sempre puntuale Legion Omnicom riporta, infine, una serie di messaggi rilasciati su Twitter da parte di Gerry Conway, nome storico del comicdom statunitense e autore di numerose avventure di Cosmic Boy e soci, in un lungo ciclo di storie che vide la luce più o meno ininterrottamente da “Superboy and the Legion of Super-Heroes” #248 (1979) fino al numero #276 (1981).
In breve, lo sceneggiatore newyorkese ha confessato alla rete una estrema sensibilità alle critiche, spesso esagerate, esposte al suo lavoro da parte dei navigatori del web. La produzione di Conway è in effetti molto altalenante, come egli stesso confessa riferendosi anche alla sua infelice parentesi legionaria.
A sottolineare l’assurdità del rampante social network, che permette di pubblicare solo messaggi non più lunghi di un sms, Conway ha dovuto frammentare in numerose “puntate” il testo delle sue considerazioni. Per favorirne la leggibilità, io ho ricomposto il tutto in un flusso compatto:

I need to remember: don’t read reviews or comments on stuff I write. No matter how many positive comments, all I see are the negative ones. I mean, great baseball hitters miss two out of three times at bat, and that’s considered a great average. Writers and artists, though… We’re expected to bat a thousand every time. And when we don’t, we get slammed as “hit or miss.” Well, duh.
My problem is I wrote too much when I was writing comics. Twice as much as most other writers, on average. Five, six titles a month.
I like to think most of it was pretty good. I think I wrote as many good stories as the best writers working at the time. Unfortunately, I also wrote a lot I wasn’t happy with. Didn’t hit a home run every time at bat. Sometimes just a base hit. Sometimes a strikeout.
But some readers only see the strike-outs. A 100+ issues of JLA, and all they remember are the Detroit stories. Sheesh. A solid run on Batman and Superman, and all they wanna talk about is how I sucked writing Legion. But you know what’s sick? I listen to them! Five great reviews, a dozen compliments from happy fans, and all I hear is the snarky guy who calls me old school.
Yeah, I know, but this is why I shouldn’t read reviews or commentary. I ain’t got no perspective. Sheesh. Thanks, geek! I know I’m too hard on myself. But what people think really does matter to me. Sigh. You’d think, at my age… 😉
Thanks for the support, guys. Guess I just needed to blow off some steam. Fssttt.

Stai su, Gerry!