Archive for the ‘Curiosità’ Category

Superf*ckers: la Legione dei fricchettoni!

venerdì, marzo 20th, 2009
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Come ogni icona pop che si rispetti, anche la Legione dei Super-Eroi è stata oggetto, nel corso degli anni, di numerose parodie. Al punto che, realisticamente, sarebbe per me quasi impossibile cercare di riassumerle tutte quante in un solo articolo, perlomeno senza andare incontro al tangibile dubbio di averne tralasciata qualcuna. Per questo, man mano che me ne si presenterà l’occasione, sarà per me un piacere trattare di ognuna di loro singolarmente, anche perchè molte di queste parodie sono in effetti assai spassose e riuscite.

Superf*ckers #1 (Top Shelf) Copertina di James Kochalka

Superf*ckers #1 (Top Shelf) Copertina di James Kochalka

È il caso di quella orchestrata da James Kochalka, brillante stella del panorama underground americano, che dal 2005 al 2007 è stato autore di un dissacrante divertissement supereroico di chiara ispirazione legionaria. Il titolo del progetto, “Superf*ckers”, è sufficientemente esplicito sulla natura delle storie, che vedono protagonisti di avventure surreali e psichedeliche un gruppo di adolescenti in piena tempesta ormonale e dediti allo sballo.
Nei quattro albi della serie, che entro il 2010 saranno ristampati dall’editore Top Shelf in un unico omnibus ricco di extra, Kochalka ha citato, distorcendole, molte delle situazioni caratterizzanti della Legione Silver Age: dal quartier generale del club ai celebri “tryouts”, dalla zona fantasma alla mascotte aliena Proty.  Gli stessi protagonisti strizzano l’occhio al look colorato e appariscente dell’era di “Adventure Comics”, richiamando in alcuni casi una corrispondenza diretta a un omologo DC Comics (ad esempio, nel muscoloso e belloccio SuperDan è possibile scorgere i tratti del legionario Ultra Boy).
La crudezza di alcune sequenze, a volte anche violente e un po’ gore, è motore di un umorismo graffiante e grottesco, che scaturisce in primis dallo stridere di tanta cattiveria con la linea pulita e cartoony dell’autore. Un meccanismo comico che può ricordare serie animate come “Happy Tree Friends” di Kenn Navarro e Rhode Montijo, per intenderci, anche se a un maggiore livello di complessità testuale. Attenzione ai potenziali nuovi lettori, dunque: “Superf*ckers” è tanto divertente quanto inadatto ai più giovani.

La scusa per citare questo agrodolce trip adolescenziale è fornita della recente pubblicazione sul sito della Top Shelf di un breve spezzone animato con protagonisti proprio i Superf*ckers. Il cartoon, realizzato sui disegni di Kochalka dalla Bindle Dog Animation, da vita ad alcune scene del fumetto sulla colonna sonora ufficiale della serie, suonata già a suo tempo dalla band dell’autore stesso, i James Kochalka Superstar. Il video, disponibile su YouTube, è riportato qui sotto. Buona visione!
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La Legione è di stucco su Heaven 4 Heroes

mercoledì, marzo 11th, 2009
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Da sinistra: Karate Kid e la Principessa Projectra. Scultura di Mike Madrid (da heaven4heroes.com)

Da sinistra: Karate Kid e la Principessa Projectra. Scultura di Mike Madrid (da heaven4heroes.com)

Vagando come un lupo solitario per le infinite steppe della rete, mi imbatto spesso in siti legion-related più o meno interessanti, la maggior parte dei quali è linkata nella colonna sulla destra del blog. In questi giorni, però, ho scovato un sito davvero mozzafiato, che merita una menzione d’onore in un articolo ad hoc. Si tratta della galleria dei lavori dello scultore Mike Madrid, un artista che riusa statue già esistenti modificandole e riciclandone i pezzi allo scopo di comporre attraverso di essi delle opere del tutto nuove.  Con protagonisti i più svariati personaggi dei comics, dalla remota Golden Age ai giorni nostri.
Per osservare un esempio del metodo di lavoro di questo scultore sui generis, cliccate qui. Potrete così assistere, passo dopo passo, alla trasformazione di una statua originale, raffigurante l’attore Robert DeNiro, in tutt’altro soggetto: Matter-Eater Lad della Legione dei Super-Eroi! Un accostamento apparentemente ardito, ma che a mio avviso funziona magicamente. A questo proposito, per inciso, c’è una frase nel testo del “making of” che mi ha fatto sorridere:

I always thought Matter-Eater Lad looked Italian with his curly black hair.

Chissà se John Forte ci aveva mai pensato!
Tra le ispirazioni più riccorenti del talento di Madrid c’è proprio la Legione, protagonista di un’ampia galleria di opere a tuttotondo, da ammirare a questo link.
Soprattutto di fronte alla prova di caratterizzare un cast di personalità così ampio e variegato, emerge la cura per le pose e le espressioni da parte dello scultore. Credo che nessuna di queste opere sfigurerebbe accanto a una delle statue, prodotte professionalmente da aziende come DC Direct, che i frequentatori di fumetterie sono soliti ammirare esposte in sacrali vetrinette dall’impatto scenografico.
E’ affascinante notare come l’autore abbia preso spunto soprattutto dai costumi degli anni Sessanta e Settanta, non spingendosi mai a immortalarne qualcuno dell’era Post-Crisis. Chissà se si tratta di una banale questione generazionale o se davvero, come sostengono a mio avviso giustamente gli autori dell’ultimo rilancio legionario nei comics DC, l’immagine della Legion di quegli anni sia quella più iconica e memorabile.

8 marzo: le donne della Legione

domenica, marzo 8th, 2009
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Anche il giorno della festa della donna, la Legione dei Super-Eroi offre spunti di riflessione e discussione. Fin dalle primissime apparizioni del team, a cavallo tra anni Cinquanta e Sessanta, le numerose ragazze del gruppo sono state rappresentate in un’ottica di fatto anticipatrice delle rivoluzioni nel rapporto tra i sessi che avrebbero caratterizzato i decenni successivi. Autoritarie, coraggiose, forti, le donne della Legione non hanno nulla da invidiare ai colleghi maschietti. E non c’è nulla di strano, per loro, nell’essere come sono: considerando la mentalità generalmente diffusa negli anni della Silver Age, la cosa più rivoluzionaria è forse il fatto che personalità di questo tipo non dèstino alcun tipo di stupore agli occhi della società loro contemporanea.

Le donne della Reboot Legion. Disegno di Jeffrey Moy

Le donne della Reboot Legion. Disegno di Jeffrey Moy

Per festeggiare l’8 marzo, però, ho pensato di dedicare un articolo alle donne in carne ed ossa che, nel corso degli anni, hanno contribuito maggiormente al mito a fumetti della Legione. In un ambiente maschilista come quello del comicdom statunitense, è ancora più consolante osservare quanto i nomi di alcune straordinarie autrici siano riusciti ad essere addirittura fondamentali nella stesura delle migliori storie del franchise futuribile DC Comics.
Per evitare un mero elenco della spesa, ho preferito scegliere di soffermarmi su una selezione di nomi a mio avviso particolarmente significativa, spendendo per ognuna delle fumettiste citate qualche parola in più di quanto avrei fatto altrimenti. Chiedo scusa in anticipo a tutte le escluse, il cui apporto e la cui professionalità non è certo mia intenzione mettere in discussione nè sminuire.

La prima donna a lasciare un’impronta davvero indelebile nelle storie della Legione è Laurie Sutton. Nota anche come sceneggiatrice sia nell’ambito del fumetto che dell’animazione, la Sutton sostituisce il collega Mike W. Barr in qualità di editor della serie “Legion of Super-Heroes (vol.II)”, a partire dal #288 del 1982. Sotto la supervisione della Sutton, la coppia titolare di autori, formata da Paul Levitz e Keith Giffen, produce nientemeno che la “Saga della Grande Oscurità” (numeri 290-294), uno dei punti più alti delle loro singole carriere nonchè della produzione legionaria tutta. Niente male davvero!

A sostituire Laurie Sutton (col #294 del 1982) è la premiata editor DC Karen Berger, la cui scrivania ha visto passare nel corso degli anni ben più di un capolavoro, da “Saga of the Swamp Thing” di Alan Moore a “The Sandman” di Neil Gaiman. Fino al 1989, la Berger e Levitz sono responsabili di quella che è ancora oggi, senza dubbio, la parentesi di maggior interesse di tutta la Legion library. In seguito al trasloco  in ambito distributivo alle sole librerie specializzate (1984), celebrato con il rilancio della collana corrente in “Legion of Super-Heroes (vol.III)”, le cronache del 30esimo secolo si arricchiscono inoltre di un’ulteriore, inedito livello di approfondimento e maturità. Non è un caso che, nel 1993, sia proprio la Berger a ricevere l’onore di fondare la prima etichetta DC esplicitamente rivolta ai lettori adulti, l’ancora oggi attivissima Vertigo.

Finora ho citato solo due, se pur importanti, supervisori. Ma anche sul versante più strettamente artistico il palmares dei legion-autori può vantare presenze femminili di grande interesse. A cominciare dalle sceneggiatrici.
Cronologicamente, la prima donna ad aver mai messo mano alle storie della Legion mi risulta essere la brava Mindy Newell. E’ curioso che, oltre a questo record, questa autrice possa vantarne un altro simile, anche se dal valore decisamente più simbolico, riferito al personaggio di una certa Wonder Woman. ‘Nuff said! La Newell, che oggi ha accantonato la scrittura per dedicarsi a tempo pieno all’attività di infermiera, lavora al piacevole ciclo pubblicato tra il 1984 e l’85 su “Tales of the Legion of Super-Heroes” #315-325, oltre che alla miniserie in quattro parti “Legionnaires 3″ (1986).

A causa della lunghissima gestione da parte di Paul Levitz, per ritrovare un nome femminile dietro alla macchina da scrivere bisogna aspettare fino al 1989, quando Mary Bierbaum, coadiuvata dal marito Tom, collabora con lo sceneggiatore Keith Giffen stendendo i dialoghi di “Legion of Super-Heroes (vol.IV)”. Si tratta di un periodo di storie molto controverse ma estremamente affascinanti, che premono più che mai il pedale degli elementi fantascienfici della serie. I Bierbaum cedono il testimone con il #50 del 1993, per dedicarsi però ad un progetto costola: si tratta di “Legionnaires”, delizioso e fresco spin-off cui la coppia lavora per 15 numeri fino al 1994.

Ultima scriba legionaria è Gail Simone, che tra le colleghe già citate può vantare il curriculum più esteso. Già autrice di collane come “Birds of Prey” e “Action Comics”, alla Simone viene affidato nel 2004 l’ingrato incarico di scortare verso il limbo la splendida collana “The Legion”, con un breve arco di storie uscito a cavallo dei numeri #35-38. Un finale aperto senza infamia e senza lode, probabilmente confezionato con scarso preavviso, ma che può comunque vantare alcune buone sequenze e caratterizzazioni azzeccate, su tutte quella di Karate Kid.

Il settore nel quale la bibliografia legionaria soffre maggiormente la mancanza di un più massiccio apporto femminile è sicuramente quello grafico. Nel carnet dei disegnatori della Legione spicca però un nome da me estremamente apprezzato, quello di Colleen Doran. Questa artista dalle matite morbide ed espressive, attualmente alla prova con l’autoproduzione della bella saga fantasy “A Distant Soil”, ha realizzato i layout di numerosi numeri singoli di collane Legion related. In particolare, da segnalare un filotto sulla collana “Valor” (1993-94) e lo storico “Legion of Super-Heroes (vol.IV)” #31, celebre storia-scandalo con protagonisti Element Lad e Shvaughn Erin. Una curiosità: Colleen Doran è una fan della Legione anche nel privato, e ha più di una volta confessato quanto amerebbe tornare al lavoro su questi personaggi. Mi auguro di cuore che lei riesca a soddisfare questo desiderio al più presto.
Oltre a quello della Doran, nelle mie ricerche ho scovato giusto un altro nome da citare tra i disegnatori, nei credits del #37 del “vol.IV”. Si tratta di June Brigman, artista dal segno pulito ricordata dai lettori di comics mainstream soprattutto per aver co-creato il Power Pack della Marvel.

Donne della Legione, tanti meritati auguri per la vostra festa!

Alan Moore: e se dopo Watchmen… la Legione?

venerdì, marzo 6th, 2009
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Alan Moore

Alan Moore

Dopo una lunghissima gestazione, esce oggi nelle sale cinematografiche italiane l’atteso Watchmen, lungometraggio ispirato alla celebre miniserie DC Comics realizzata tra il 1986 e l’87 da Alan Moore e Dave Gibbons. E, personalmente, non credo che vorrò mai vedere questa pellicola.
L’opera originale, la cui lettura è decisamente consigliata dal sottoscritto anche a chi non leggesse comics d’abitudine, è strutturata in modo da dipendere a tal punto dalla gestalt del medium fumetto da rendere secondo me fallimentare a prescindere qualsiasi tentativo di trasposizione in altre forme. Un film che volesse ridurre una struttura del genere non potrebbe che essere paragonabile, a mio avviso, a una mostra fotografica di libri braille: nella conversione dal tattile al visivo, sarebbe inevitabile la perdita di tratti di fondamentale complessità dell’oggetto originale.
Volendo dirla con un esempio terra terra, Watchmen è un po’ come i telefilm del tenente Colombo, il simpatico investigatore intepretato da Peter Falk. In ogni episodio di quel serial, lo spettatore viene messo a conoscenza dell’identità dell’assassino di turno fin dal principio. Il bello sta quindi nell’osservare il meccanismo dell’indagine, il modo in cui il killer viene lentamente incastrato da parte dell’astuto Colombo. La graphic novel di Moore e Gibbons è un po’ così: la trama è stupenda, avvincente e ricchissima di spunti, sì, ma è il modo in cui questa si dipana a fare di Watchmen un vero capolavoro, attraverso una narrazione per livelli sovrapposti, testuali e visivi, come solo il fumetto avrebbe potuto concedere. Per cui, in sintesi, proprio non mi importa di vedere un riassunto della trama di Moore ma recitato da attori in carne ed ossa. La vivrei come una perdita di tempo. Ma questa è solo la mia opinione.
Per i più curiosi, in ogni caso, segnalo questa succosa recensione in anteprima, redatta da Dario Beretta per il sito-madre di questo blog, il mirabolante Glamazonia.

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Sì, ma cosa c’entrano Rorschach, il Dottor Manhattan e compagnia bella con la Legione dei Super-Eroi? Il legame è evidente nel palmares degli autori di Watchmen, che hanno entrambi lavorato almeno una volta, nel corso della loro lunga carriera, sulla serie oggetto di studio di questo sito.
Gibbons, ad esempio, ha illustrato nel 1983 una delle storie chiave della continuity di quegli anni, quella del matrimonio tra la Principessa Projectra e Karate Kid. Il lungo episodio, sceneggiato da Paul Levitz, è edito su Legion of Super-Heroes (vol.II) annual #2. Meno fulgida, invece, la backup story del 2005 su Legion of Super-Heroes (vol.V) #4, realizzata su testi di Mark Waid, dalle matite piuttosto svogliate e frettolose.
Moore, invece, ha giocato con i legionari in una sola occasione che io ricordi, ma una coi fiocchi. Mi riferisco all’apparizione sulle pagine di Superman (vol.I) #423 (1986), primo capitolo dell’ultima, indimenticabile avventura dell’Uomo d’Acciaio della Silver Age: “Whatever happened to the Man of Tomorrow?”. La lunga sequenza con la Legion, strappalacrime, si rivela peraltro fondamentale alla risoluzione finale del formidabile racconto. I disegni, in questo caso, sono curati in tandem nientemeno che da due tra i più influenti architetti dell’immaginario visivo transgenerazionale dei lettori DC Comics, Curt Swan e George Pérez.

Una cosa che forse non tutti sanno è quanto Alan Moore sia davvero, o almeno così pare, un appassionato amante della Legione! Come, a onor del vero, di tutta la galassia del Superman degli anni Cinquanta e Sessanta. A dimostrarlo, oltre al succitato racconto dell’86, è la saga meta-fumettistica del “supermaneide” Supreme (1996), all’interno del cui pantheon di comprimari spicca La Lega dell’Infinito, gruppo di non celata ispirazione legionaria.
Purtroppo, la League of Infinity è quanto di più vicino a un’ulteriore rappresentazione degli eroi DC del 31esimo secolo sarà mai possibile sperare da parte del Bardo di Northampton. Eppure nel 1987, poco dopo la conclusione di Watchmen, Moore è stato a un passo dal coinvolgere la Legione in un progetto da lui stesso concepito, un company crossover intitolato “Twilight of the Super-Heroes“. Una saga epica e sconvolgente che, purtroppo, non ha mai visto la luce.
Ma qual era il tema di “Twilight”? E quale sarebbe stato il ruolo della Legion all’interno di questo evento? Per saperlo, cliccate sul link qui di seguito e proseguite la lettura del post! (altro…)

Bragalini si fa la Legione

mercoledì, marzo 4th, 2009
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Lo scorso febbraio a New York si è svolta una delle comiconvention più importanti d’oltreoceano. A visitarla, oltre alle inevitabili valanghe di appassionati fumettofili, anche parecchi autori o aspiranti tali, in cerca di un contatto diretto con editori del calibro di Marvel e DC Comics. E’ dura sfondare nel comicdom, ed eventi come quelli delle fiere sono da sempre una vetrina utile anche solo per tessere delle reti di contatti “giusti”.
Tra i molti pionieri italiani che hanno invaso la Grande Mela in quel periodo, anche il mio caro amico Alessandro Bragalini, il quale, dopo aver pubblicato per Image Comics e Dark Horse, può ormai definirsi più di un semplice “wannabe”. Ale si è recato alla comicon con un polposo portfolio, arricchito poco prima della partenza per gli States da una breve sequenza di tavole con protagonisti alcuni personaggi DC. La “storiella” in questione, sceneggiata grossolanamente dal sottoscritto, non poteva che vedere un’apparizione, pur breve, della Legion of Super-Heroes.
Col permesso di Alessandro, colgo l’occasione per pubblicare su questo blog una delle tavole cui accennavo, in tutto il suo splendore. La scena rappresentata vede Starman, alias Thom Kallor, spedire nel 31esimo secolo un temibile avversario che fino a quel momento stava mettendo in seria difficoltà lui e il resto della Justice Society. Giunto nel futuro, il mostruoso villain si ritrova di fronte un comitato di benvenuto niente male, nea forma di alcuni legionari che lo attendono con tanto di proiettore della zona fantasma. Adieu, monsieur monstre!
E’ sempre un piacere ammirare un disegno di Ale, specie quando il soggetto è per me così affascinante. Chissà che non riesca a convincerlo a disegnare la Legione qualche altra volta!
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Superman e la Legione dei Super-Eroi. Disegno di Alessandro Bragalini

Superman e la Legione dei Super-Eroi. Disegno di Alessandro Bragalini