Edicola legionaria: uscite di giugno e luglio 2009

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Superman: Whatever Happened to the Man of Tomorrow? Deluxe Ed.

Superman: Whatever Happened to the Man of Tomorrow? Deluxe Ed.

Tra rumorose assenze e silenziosi ritardi, gli eroi della Legione non si sono visti in giro gran che, negli ultimi mesi. E no, non è per via delle ferie estive.
La frustrazione e il calo di entusiasmo nel cuore degli aficionados come il sottoscritto crescono di settimana in settimana. Annacquando così anche il desiderio di sfogliare la checklist, alla ricerca dell’ossigeno di spin-off  o sporadiche comparsate del team di avventurieri del DC Universe del futuro. Eppure, in questo senso, qualcosa si è mosso eccome: solo, non me ne poteva fregà de meno.
Vista l’assenza di altre notizie, però, eccomi al recupero delle review lampo “saltate” nei due mesi passati. Non è davvero un caso se, spesso, mi riferisco ai fanatici della Legione come “junkies”!

Si parte con alcuni classici, più o meno recenti, ristampati in volume dalla DC. Per chi non può permettersi i costosi cartonati, finalmente l’editore newyorkese ha proposto nell’economica versione in brossura anche Superman: Last Son TP (10/6) e  Superman and the Legion of Super-Heroes TP (15/7), due piacevoli storie targate Geoff Johns (nel primo caso, in compagnia di Richard Donner) e ben disegnate rispettivamente da Adam Kubert e Gary Frank. Entrambi i racconti sono caratterizzati da un pregio comune: quello di riportare il personaggio dell’Azzurrone verso una matrice più classica, pur senza snaturare la loro radice di fiction contemporanea. Una trovata a mio avviso ideale per Superman e co., ma che tristemente non sembra aver attecchito nel bullpen DC. Sigh.
Ai lettori meno assuefatti al paging moderno, il banco delle novità estive propone inoltre due veri “oldies but goldies”. Il primo è Superman: Tales from the Phantom Zone TP (24/06), una sorta di “best of” di delizie Silver Age ambientate nella celebre dimensione-prigione scoperta su Krypton dal padre di Kal-El. Tra gli ospiti più celebri della Zona Fantasma, unica eccezione tra decine di perfidi criminali come il generale Zod, è impossibile dimenticare il nostro, nobile, Mon-El.
Il secondo tomo, decisamente più memorabile, ristampa in una prestigiosa edizione l’ultima, affascinante avventura dell’Uomo d’Acciaio pre-Crisis: Superman: Whatever Happened to the Man of Tomorrow? Deluxe Edition (8/7), di Alan Moore e Curt Swan. In questo lungo racconto di commiato, che ipotizza un degno finale alla carriera dell’alter-ego di Clark Kent, la Legione appare solo come ospite, in una sequenza magnifica e davvero strappalacrime. Da leggere assolutamente!

Il resto delle recensioni riguarda storie ancora inedite in Italia (compresa “Final Crisis”!): per procedere nella lettura, basta cliccare qui di seguito!

Final Crisis HC

Final Crisis HC

Come le graphic novel di cui sopra, anche Final Crisis HC (10/06) non è propriamente una storia della Legione, per quanto il personaggio di Braniac 5 faccia la sua apparizione in uno dei momenti chiave della storia. L’uscita di questo volume, però, è per me un’ottima scusa per cimentarmi in una breve recensione dell’evento che ha caratterizzato la scorsa stagione autunno-inverno di comics DC.
Terzo capitolo della trilogia iniziata nel 1985 con “Crisis on Infinite Earths” e proseguita una decade dopo con “Infinite Crisis”, “Final Crisis” è un racconto davvero atipico e di difficile degustazione. Da un lato, lo script di Grant Morrison abbraccia temi e clichè narrativi tipici dell’epica supereroica dei cosiddetti “crossover”. Il perfido Darkseid, incarnazione del male assoluto, è finalmente riuscito a portare a termine il suo piano di conquista della Terra. Ma la resistenza non demorde e il pianeta, ridotto a un riflesso oscuro e selvaggio di se stesso, è ancora campo di una disperata guerra civile. Insomma, si direbbe una trama da blockbuster hollywoodiano, tutto esplosioni ed effetti speciali.
Eppure, tali eventi sono fotografati con un taglio gelido, distaccato, frammentato, che l’autore scozzese ha mutuato dalla visione di serial polizieschi dalle radici urbane e realistiche come il celebrato “The Wire”. Il risultato, a mio avviso, è un contrasto mal strutturato di emozioni opposte. L’occhio cinico del narratore annichilisce il “sense of wonder”, la solennità della vicenda, resa peraltro di digestione ancora più ostica da una stratificazione eccessiva e a tratti spaesante. L’innesto, nel finale, di una morale meta-fumettistica, alimenta ancora di più l’irrimediabile spaccatura tra i piani di lettura: nessun punto di vista sembra essere quello “giusto” per approcciare l’enigmatica “Final Crisis”.
Dal punto di vista grafico, una pietosa pianificazione ha costretto degli editor DC a una girandola di disegnatori. Si tratta in ogni caso di nomi di talento, da J. G. Jones a Carlos Pacheco a Doug Mahnke, ma non si può dire che il mash-up di stili giovi alla dignità del progetto. Peccato.
In definitiva, definirei “Final Crisis” come un giocattolo involuto e addirittura presuntuoso, tutto forma e senza attenzione all’enterteinment. Ma comunque rispettabile, se non altro, proprio per via della sua natura sperimentale.

Copertine di Superman #689, R.E.B.E.L.S. (vol.II) #5 e R.E.B.E.L.S. (vol.II) #6

Per concludere, il solito tour delle ultime novità legionarie in albetto.
Per quanto riguarda la saga del giovane Mon-El, ho trovato Superman #689 (24/6), di James Robinson e Renato Guedes, un netto passo avanti rispetto ai numeri precedenti. Sembrerebbe davvero che l’autore di “Starman” (vol. II) abbia finalmente ritrovato l’ispirazione che, nel decennio scorso, lo aveva elevato a una delle teste più interessanti del comicdom statunitense.
La tragica vicenda umana del profugo di Daxam, condannato a spegnersi da un male che pare incurabile, viene approfondita con garbo e interesse. Il ragazzo ha tantissima voglia di vivere e, attraverso i suoi occhi disperati, lo sceneggiatore inglese riesce a regalarci un’immagine del mondo suggestiva e a tratti lirica.
Purtroppo, Superman #690 (29/7) mette momentaneamente da parte questo binario, concentrandosi invece sulle gesta di un altro degli attuali protettori di Metropolis, John Henry Irons, alias Steel. Riuscirà il nostro eroe a sopravvivere alla battaglia contro il temibile Atlante? Ehm, confesso di non averlo capito del tutto.

Concludo la carrellata con R.E.B.E.L.S. (vol. II) #5 (10/6) e R.E.B.E.L.S. (vol. II) #6 (8/7), entrambi illustrati dal discreto supplente Claude St. Aubin, con la cui uscita la collana sci-fi di Tony Bedard è arrivata a concludere il suo primo arco narrativo.
Purtroppo, anche dopo aver goduto per intero questo primo capitolo, proseguono le impressioni negative che mi porto dietro fin dall’inizio. La trama procede a rilento e, nonostante questo, ogni elemento della storia sembra troppo “facilone”, dal reclutamento del team di protagonisti alla rivelazione del cattivo di turno. Fa male dirlo, ma R.E.B.E.L.S. è senza dubbio una delle note più stonate dell’attuale tabellone DC Comics. Povero Vril Dox II!

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