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Le vacanze di Jim Shooter del 1965

sabato, 12 marzo 2011
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Jim Shooter

Jim Shooter

Jim Shooter, sceneggiatore da leggenda e padre di gran parte dell’immaginario della Legione dei Super-Eroi, ha da pochi giorni debuttato nel mondo di internet, lanciando il blog visitabile a questo indirizzo.
Tra i primi messaggi dell’autore di Pittsburgh, classe 1951, non poteva mancare una menzione alla sua prima esperienza di lavoro nel mondo dei comics, avvenuta, alle dipendenze dell’editor Mort Weisinger, proprio con una storia della Legione:

Everyone who’s ever attended grammar school has had to write at least one composition entitled “How I Spent My Summer Vacation.” Most of my friends suffered through the ordeal, begrudging every word that flowed like molasses from their Eberhard Faber # 2′s. I, on the other hand, rather enjoyed writing my composition. I thought it was easy. It occurred to me, at a rather tender age, that if one could somehow get paid for this sort of thing, one had, indeed, discovered a legal racket. Thus were the seeds of my writing career sown.

In 1965 I sold a script for a Legion of Super-Heroes story to the late, great Mort Weisinger, who edited the exploits of that august group back then, thereby fulfilling my childhood dream of raking in big bucks just for putting words on paper.

I wrote that first script in the summer of 1965, laboring long and hard up in my hot, stuffy little room while other 13-year-old kids were out playing baseball, swimming, hanging around and otherwise enjoying their vacations. Ergo, the origin of Jim Shooter, Professional Writer and Legion Scripter Emeritus is precisely How I Spent My Summer Vacation in 1965. [link originale]

Shooter iniziò il mestiere di fumettista a soli tredici anni, realizzando quello che, per molti appassionati di comics, è giusto una fantasia ad occhi aperti. Tuttavia, nella realtà dei fatti, le cose per il giovane Jim non furono affatto da sogno, come egli stesso confessa – non per la prima volta, a dire il vero – in quest’altro, bellissimo post.
E l’articolo appena linkato è una lettura che consiglio davvero di cuore: chissà che la straordinaria forza d’animo che Shooter dimostra di aver tratto dalla sua drammatica esperienza di vita non possa essere di sostegno anche ai tanti giovani che, pur un condizioni molto diverse, si ritrovano oggi a patire i pesantissimi disagi di un mondo del lavoro bullesco e malato come quello dell’Italia contemporanea.

Torna la pagina della posta nei fumetti DC

martedì, 4 gennaio 2011
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Immagine da "Legion of Super-Heroes" (vol.V) #6

Immagine da "Legion of Super-Heroes" (vol.V) #6

Più che il lancio di questa o quella nuova serie, più che l’annuncio dell’esclusiva di qualche artista “hot”, il blog The Source ha esploso ieri il vero colpo di scena DC Comics del 2011: il ritorno della pagina della posta, dopo circa una decina d’anni di assenza, in coda ai periodici DC. Per tutti i francobolli!
Per scrivere ai redattori della publishing house newyorkese, basta spedire una letterina all’indirizzo che trovate al link di cui sopra, o utilizzare questa comoda applicazione web.

Onestamente, la notizia suscita in me emozioni controverse.
Da una parte, penso che potrebbe uscirne qualcosa di interessante: come ha già saputo dimostrare negli ultimi anni “Amazing Spider-Man”, il filtro dell’editor può selezionare le missive dei lettori con l’intelligenza necessaria a trasformare la “letter column” in una vitale agorà, vedi il caso della bella discussione nata attorno al #574 della celebre ammiraglia ragnesca.
Inoltre, da appassionato collezionista di albetti sfusi piuttosto che di collected editions, una soluzione che incolli maggiormente le uscite al rispettivo qui e ora non può a mio avviso che arricchire di fascino il comic book come oggetto.

Dall’altro lato, però, mi fa sorridere che un editore che sta finalmente lanciandosi nel mercato digitale di tablet pc e smart phone debba come bilanciare questa mossa con una coperta di Linus così arcaica e retrò. Non sarebbe stato forse il caso, ad esempio, di rendere più navigabili e interattive le paleolitiche message boards ufficiali DC Comics, favorendone magari la consultazione tramite iPhone e company?

A naso, la mia sensazione è che questa mossa sia legata più che altro al recente ritocco alla foliazione degli albi, i quali hanno visto calare a “sole” 20 tavole la lunghezza delle loro feature.
In questo senso, l’aggiunta di un paio di pagine di testualità intensa come quelle della posta saprà certo allungare l’esperienza di lettura dei singoli floppies, trasmettendo una sensazione di sazietà posticcia sulla falsariga di alcuni farmaci da dietista.
In ogni caso tutto fa brodo, e benvengano nuovi (!) contenuti come la posta, che male non possono fare.

A tal proposito, nel resto dell’articolo ho messo assieme una sorta di cavalcata storica delle rubriche della posta legionarie, ripercorrendo l’evolvere dei loro loghi dagli anni Sessanta alla fine dei Novanta, quando i fan videro interrompersi in casa DC questa gloriosa tradizione. Pronti per il “ritorno al futuro”? (altro…)

Avvistamenti legionari: uscite di agosto 2010

mercoledì, 19 maggio 2010
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Legion of Super-Heroes (vol.VI) #4

Legion of Super-Heroes (vol.VI) #4

Senz’altro, qualcuno dei miei milioni di lettori (per la Questura, trentacinque) compirà gli anni tra agosto e settembre: beh, l’elenco delle nuove solicitations DC ha rivelato, tra inediti e ristampe, moltissimi regali potenziali per l’occasione, tutti naturalmente selezionati tra il materiale legato alla nostra amata Legione. Ma, ehi, quando si presenta un piatto così ricco come questo, non è una festa un po’ per tutti gli aficionados?

L’elenco delle proposte di cui sopra è già corposo prendendo in esame i soli albetti: oltre alle nuove uscite dei consueti titoli madre, con Adventure Comics #517 (di Levitz e Sharpe) e The Legion of Super-Heroes (vol. VI) #4 (di Levitz e Cinar), e all’ennesimo episodio del coriaceo spin-off di R.E.B.E.L.S. (vol. II) (di Bedard e St. Aubin), la checklist annuncia infatti ben due gradite sorprese.
Si tratta di Superman/Batman #75 (di Levitz e AA. VV.) e Tiny Titans #31 (di Baltazar e Franco): il primo, celebra i tre quarti di centenario della collana erede di “World’s Finest” con un albo ricco di guest star, tra le quali la Legione; il secondo, delizioso divertissement per tutte le età, vede eccezionalmente tra il cast, assieme alle versioni “bimbe” dei Giovani Titani, una tenera interpretazione di Brainiac 5.

Ma non è finita qui. Sul versante dei volumi, si segnalano altre vere e proprie chicche, da Starman Omnibus vol. 5 HC (di Robinson e AA. VV.), che vede l’alter-ego di Jack Knight incontrarsi in una splendida avventura con lo Star Boy post-Ora Zero, a Showcase Presents: The Legion of Super-Heroes vol. 4 TP (di AA. VV.), che conclude la ristampa economica della fortunata era di Jim Shooter come principale scriba legionario.
I più risparmiatori saranno inoltre lieti di vedere pubblicati, a un anno di distanza dalla versione cartonata, anche i brossurati di Superman: New Krypton vol. 2 TP (di AA. VV.) – con Mon-El – e di JSA: Black Adam and Isis TP (di Johns, Ordway e Eaglesham) – con Starman/Thom Kallor.

Come sempre, nel resto dell’articolo trovate le descrizioni complete dei pezzi appena elencati. La lista completa delle solicitations, invece, è a questo link. (altro…)

ReLegion Class 2: Adventure Comics (vol.I) #267

venerdì, 26 febbraio 2010
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Adventure Comics (vol.I) #267

Adventure Comics (vol.I) #267
Dicembre 1959

Copertina di Curt Swan (matite), Stan Kaye (chine)
Lettering di copertina: Ira Schnapp

Titolo: “Prisoner of the Super-Heroes
Soggetto: Mort Weisinger, Jerry Siegel
Sceneggiatura: Jerry Siegel
Editor: Mort Weisinger
Disegni: George Papp (matite e chine)
Lettering: Joe Letterese

Prima edizione italiana: Albi del Falco #221, Mondadori, Luglio 1960
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1959. È trascorso più di un anno dall’esordio della Legione sulle pagine di “Adventure Comics” (vol. I) #247, in quella che avrebbe dovuto essere una goccia come tante nel mare delle avventure di Superboy. Il fatto che le cose siano andate diversamente è da imputare in primo luogo all’alba di una nuova, potente variabile nel mondo dei comics: quella del fandom.

Tra le peculiarità della gestione editoriale di Mort Weisinger, direttore delle testate dell’Uomo d’Acciaio a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, una delle più distintive riguarda l’evoluzione del rapporto con l’audience.
Weisinger è sempre stato molto attento a comprendere ed assecondare le inclinazioni del pubblico. Vuole la leggenda che l’editor usasse addirittura tenere appese in ufficio le copertine degli albi da lui curati negli ultimi due anni, ognuna accostata ai rispettivi dati di vendita: era quella, per Mort, la durata media del “ciclo vitale” di un lettore, trascorsa la quale riteneva accettabile il riciclo dei gimmick che, incassi alla mano, avevano dimostrato maggior appeal.
Ma il contatto tra Weisinger e i giovani aficionados non si limitava al solo conteggio dei resi delle edicole. Alla costante ricerca di feedback, il supervisore amava anche tastare il polso agli appassionati in carne ed ossa. A cominciare dai ragazzi del suo quartiere, che egli coinvolgeva spesso in lunghe chiacchierate “strategiche”, un po’ per gioco e un po’ alla ricerca di intuizioni “grezze” da rubare (si accese così, ad esempio, l’idea di dedicare testate ad hoc a Lois Lane e Jimmy Olsen).
Soprattutto, lo scambio di opinioni avveniva all’interno delle pagine della posta, in un clima di interattività tra autori e lettori del tutto inedito. Fu quello l’habitat favorevole alla nascita delle prime fanzine a tema supereroico: d’altronde, a suo tempo, lo stesso Mort era stato tra i fondatori, con l’amico d’infanzia e futuro successore Julius Schwartz, di una delle prime fanzine della Storia, “The Time Traveler” (1931), dedicata alla fantascienza da pulp magazine.

Solleticato dall’insolita mole di lettere invocanti il ritorno del club di Cosmic Boy, Saturn Girl e Lightning Boy, Weisinger decide così di dare una seconda opportunità all’equipe futuribile: non avrebbe avuto di che pentirsene. (altro…)

Scampoli di fine anno: gli autori

mercoledì, 30 dicembre 2009
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Copertina di "Under the dome", l'ultimo romanzo di Stephen King (2009)

Copertina di "Under the dome", l'ultimo romanzo di Stephen King (2009)

Seconda puntata della mia raccolta di scampoli, notizie e curiosità legionarie raccolti qua e là negli ultimi mesi e rimasti fino ad oggi chiusi nel cassetto in attesa di tempi di magra. Questa volta, si parla di autori; per domani, tenete pronte le papille a una deliziosa galleria d’arte.

Durante la convention Fan Expo Canada, tenutasi a Toronto lo scorso settembre, è emerso un bizzarro aneddoto sulla vita matrimoniale di Paul Levitz, futuro sceneggiatore di “Adventure Comics” (vol. III). No, nulla di pruriginoso, per l’amor del cielo! A meno che non siate anche voi, come lo scriba newyorkese, dei feticisti delle edizioni internazionali dei comics DC.
Ecco come andarono i fatti, secondo il report di Comic Book Resources:

Levitz, while on his honeymoon in Greece, temporarily abandoned his new bride to track down his own work from “Legion of Super-Heroes” in Greek.

Sempre a proposito dell’ex President & Publisher DC, il blog Comics Should be Good ha da poco nominato tra le 100 migliori storylines del secolo proprio una delle opere più famose di Levitz, la celebre “Great Darkness Saga” (1982). Stando alle preferenze dei frequentatori del sito, la storia, illustrata da Keith Giffen, si è piazzata addirittura all’undicesimo posto, a un passo dalla top 10. Complimenti, Paul!

Il blog della fumetteria Westfield Comics ha pubblicato un lungo articolo di KC Carlson, ex editor della Legione ai tempi del reboot del ’94. Carlson, oltre a commentare il recente rilancio del team futuribile da parte di Geoff Johns, riflette a 360 gradi sul franchise, analizzandone pregi e difetti. Una lettura interessante, e da commentare, per ogni aficionado.

Concludo con una brillante osservazione del blogger Get-a-life Boy, che ha di recente dedicato un post all’ultimo lavoro del maestro del brivido Stephen King, Under the dome.
Il romanzo, a quanto pare, narra la vicenda di una città che, rimasta intrappolata sotto una bolla di vetro, subisce la dittatura della malavita locale. Una trama molto simile, in effetti, a quella ideata nel lontano 1968 da Jim Shooter e Mort Weisinger, nel celebre duetto di storie edito sui nn. 369 e 370 di Adventure Comics (vol. I). La storica avventura a fumetti, illustrata da Curt Swan e Jack Abel, vede Superboy e soci difendere Smallville dalle macchinazioni del perfido Mordru: un classico della Legione. Been there, done that, Stephen!

A pesca su Amazon: arrivano i classici di Superboy!

lunedì, 28 dicembre 2009
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Superman: Secret Origin Deluxe Edition HC

Superman: Secret Origin Deluxe Edition HC

A tutti gli aficionados rimasti delusi dalle ultime solicitations DC, a mio avviso particolarmente avide sul fronte delle ristampe in volume, consiglio di cimentarsi nella “pesca” sul sito di Amazon, il cui database brulica di interessanti anteprime sui futuri, golosi prodotti da libreria dell’editore di “Detective Comics”.
I Legion-addicted dal palato più fino, ad esempio, troveranno immediata sollecitazione delle papille gustative nell’apprendere dell’uscita di tre pezzi dedicati, almeno in parte, allo storico Superboy della golden e silver age.

Si comincia con Adventures of Superboy: Book One HC (attualmente previsto per 13 luglio 2010), primo di una serie di tomi dedicati alla ristampa integrale e cronologica delle avventure del Ragazzo d’Acciaio.
Purtroppo, le caratteristiche dell’edizione (prezzo, formato) fanno temere che il materiale qui proposto non sia stato filtrato da un opportuno restauro, ma provenga piuttosto da scansione diretta dei floppies d’epoca. Da appassionato ed esteta, mi auguro vivamente che non sia così: il caso di ciofeche come il famigerato Superman: Kryptonite Nevermore HC dovrebbe testimoniare con sufficiente eloquenza la necessità di evitare simili strategie al risparmio.

Sempre indirizzato ai nostalgici della silver age è DC Universe Illustrated by Neal Adams: The Covers HC (7 settembre 2010), che in teoria dovrebbe raccogliere anche le copertine che l’artista newyorkese ha realizzato per “Adventure Comics” (vol. I) e “Superboy” (vol. I) a cavallo tra gli anni ’60 e ’70. Una curiosità: nel primo caso, alcune furono disegnate su layout di un Jim Shooter appena adolescente!

Per concludere la carrellata sull’alter-ego del giovane Clark Kent, segnalo il recente reimaging delle origini dell’Uomo d’Acciaio da parte di Geoff Johns e Gary Frank, destinato a raggiungere anche gli scaffali dei bookshop di varia nella pregiata edizione di Superman: Secret Origin Deluxe Edition HC (8 giugno 2010). Nell’attesa, i più curiosi possono reperire, a questo link, la mia rapida recensione al secondo capitolo dell’opera.

Altre anticipazioni legate al mondo della Legione sono Legion of Super-Heroes: Enemy Manifest TP (11 maggio 2010), di Shooter, Manapul e AA. VV, R.E.B.E.L.S. vol. 2: Strange Companions TP (10 agosto 2010), di Bedard, Clarke e AA. VV, e Justice League of America: Team History HC (7 settembre 2010), di Robinson e Bagley, che dovrebbe contenere l’ingresso nella Lega della Giustizia da parte di un giovane Mon-El.

ReLegion Class 1: Adventure Comics (vol.I) #247

lunedì, 20 luglio 2009
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Adventure Comics (vol.I) #247

Adventure Comics (vol.I) #247

Adventure Comics (vol. I) #247
Aprile 1958

Copertina di Curt Swan (matite), Stan Kaye (chine)
Lettering di copertina: Ira Schnapp

Titolo: “The Legion of Super-Heroes

Soggetto: Mort Weisinger, Otto Binder
Sceneggiatura: Otto Binder
Editor: Mort Weisinger
Disegni: Al Plastino (matite e chine)
Lettering: [sconosciuto]

Prima edizione italiana: Albi del Falco #332, Mondadori, Agosto 1962
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Chiudete gli occhi: è il 1958.

In radio rombano i pezzi di Elvis Presley e Jerry Lee Lewis, e le dolci ballate dei Platters. Come una sorta di amaro presagio, agli Oscar ha appena trionfato “Il ponte sul fiume Kwai”: dall’altra parte del mondo, nel lontano Vietnam, i gruppi di resistenza dei Viet Cong iniziano a manifestarsi con azioni di guerriglia sempre più violente, mentre le truppe di Eisenhower moltiplicano la loro presenza sul territorio.
Il 31 gennaio gli Stati Uniti rispondono al lancio del satellite artificiale russo Sputnik, avvenuto solo poche settimane prima, sputando nel gelo dello spazio l’Explorer 1. La fantascienza si fa sempre più largo al di fuori dei pulp magazine fin dentro nel mondo reale, elettrizzando ulteriormente gli stimoli futuristi degli autori di fiction sci-fi.

Sono anni di grandi contraddizioni, questi. Il repubblicano Eisenhower, agli sgoccioli del suo secondo mandato presidenziale, cerca di traghettare il Paese verso una maggiore integrazione razziale. Il processo non è indolore nè pacifico, e si somma alla tensione che la Guerra Fredda già fomenta ad ogni livello della società americana.
Nonostante questi squilibri, il crescente splendore economico della classe media e il clima di relativa pace mondiale sono un habitat sufficiente alla genesi di una nuovo gruppo sociale, figlio del benessere. Nel corso degli anni ’50, gli adolescenti iniziano ad essere riconosciuti sempre più come una realtà distinta rispetto a quella degli adulti, con ideali e gusti propri e indipendenti. Sollevata dalla responsabilità di contribuire al bilancio domestico, la neonata categoria dei teenagers può finalmente realizzare un sogno millenario: dedicarsi a tempo pieno allo studio, ai sentimenti e allo svago. E non necessariamente in quest’ordine!

Questo elemento è forse una delle maggiori chiavi di lettura dietro alla nascita della cosiddetta Silver Age of Comics. Dopo circa un decennio di risacca, è infatti sul finire degli anni ’50 che il fumetto super-eroico torna a farsi vivo in maniera prepotente. La pubblicazione di “Showcase” (vol.I) #4 (ottobre 1956), albo che introduce il personaggio del nuovo Flash, è generalmente riconosciuta dagli storici della nona arte come la nota iniziale di una sinfonia di nuove idee e di sperimentazioni comunicative che andrà a caratterizzare l’intero decennio successivo. L’età d’argento è cominciata.
All’interno di questa fresca corrente, il primo super-gruppo a presentarsi al ritrovato audience è proprio la Legione dei Super-Eroi, che anticipa non solo i Fantastici Quattro della Marvel (1961) ma la stessa Lega della Giustizia di casa DC Comics (1960). Super-teenagers in un contesto fantascientifico: sarebbe stato più strano solo se nessuno, allora, ci avesse pensato.
Una trovata come quella della Legione non poteva che trovare spazio all’interno della feature DC che più di ogni altra strizzava l’occhio al pubblico puberale, quella dedicata a Superboy. Ma chi era costui? E in che termini la Legion of Super-Heroes è stata introdotta nelle sue avventure? (altro…)

Booster Gold lo sa!

mercoledì, 27 maggio 2009
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Il 20 maggio scorso è uscito negli USA “The Brave and the Bold” (vol.II) #23, nuova istanza della noiosa collana di team-up della DC Comics. L’albo, scritto e disegnato da Dan Jurgens, costituisce un vero e proprio extra della serie regolare di Booster Gold, attualmente realizzata dallo stesso autore. Co-protagonista della storia è Magog della Justice Society, futuro detentore di una collana ad hoc.
Il tema portante del comic book dedicato all’alter ego di Michael Jon Carter è quello dei viaggi nel tempo, che il nostro realizza con la collaborazione del misterioso Rip Hunter. Quest’ultimo, in particolare, ha l’abitudine di riportare su una lavagna del suo laboratorio alcuni “appunti” delle sue visite nel futuro, in quelli che costituiscono dei veri e propri messaggi metatestuali da parte degli autori verso i lettori più curiosi e avidi di spoiler.
Nelle pagine del floppie di cui sopra, delle quali potete ammirare un’anteprima sul solito Newsarama, sulla lavagna di Rip Hunter hanno trovato posto alcune strizzate d’occhio indirizzate agli aficionados della Legione. Ecco qua sotto l’immagine incriminata:

Immagine da "The Brave and the Bold" (vol.II) #23. Clicca sull'immagine per ingrandirla

Immagine da "The Brave and the Bold" (vol.II) #23. Clicca sull'immagine per ingrandirla

Per la cronaca, il testo dice: “Brainiac 5, 7 o 12??!!” e “Proty I o Proty II: quale dei due è colpevole?”. Se il riferimento della prima frase è chiaramente al coluano Querl Dox, qualcuno potrebbe rimanere smarrito dal secondo “teaser”.
I teneri e gommosi Proty sono due successive mascotte della Legione Silver Age, appartenenti a una razza di blob mutaforma e generalmente rappresentati in compagnia di Chameleon Boy. Il primo Proty sacrificò la sua vita per salvare quella di Lightning Lad nello storico “Adventure Comics” (vol.I) #312 del 1963; al tragico episodio è ispirata l’intera vicenda della recente “Lightning Saga” di Geoff Johns e Brad Meltzer.

Chissà se le anticipazioni di cui sopra troveranno davvero riscontro. E, nel caso, se lo faranno su “Adventure Comics” (vol.III) o, come personalmente ritengo molto più probabile, sulle pagine di “Booster Gold” (vol.II). D’altronde, il personaggio creato da Jurgens può vantare dei legami diretti con la Legione, dal momento che parte del suo equipaggiamento è stato… preso in prestito proprio dal guardaroba del team futuribile. Che si avvicini per lui il tempo di restituire il maltolto?

Bristol Comic Expo: “Adventure Comics” double-face

mercoledì, 20 maggio 2009
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Lo scorso weekend si è svolto in quel di Bristol l’appuntamento del Comic Expo. Tra gli editori a partecipare alla manifestazione inglese anche qualcuno proveniente dall’ex-colonia d’oltreoceano, come la DC Comics, che ha colto l’occasione per annunciare alcune novità future nel corso di una lunga conferenza al pubblico. Adam Christopher di Comic Book Resources era presente all’evento e ne ha trascritto gli highlights per chi, come me, non ha potuto recarsi di persona in terra d’Albione. Ecco cosa scrive a proposito della Legion:

The return of “Adventure Comics” to the DCU looks like an exciting prospect, with Vice President of Sales Bob Wayne explaining that each issue will have a variant cover numbers — as if the original series had never ceased publication, so readers could choose to start with number #1 or continue with #504. The man who never sleeps, Geoff Johns, is on board with artist Francis Manapul on art duties in a book which will feature Connor Kent as Superboy in the main feature, with the Legion of Super-Heroes as the back-up. The Legion stories will act to reintroduce the futuristic super-team following the events of “Final Crisis: Legion of 3 Worlds” (which DiDio promised would finish sometime!), focussing on individual key characters (starting with Starman) and then the team as a whole. If successful, there exists the possibility that the Legion will be spun-off into their own main series again at some point in the future.

In soldoni, ogni benedetto numero di “Adventure Comics” (vol.III) uscirà in due edizioni dal differente frontespizio. Ma al contrario delle consuete “edizioni variant”, che presentano solamente una diversa illustrazione di copertina rispetto alla “regular edition”, in questo caso la seconda versione sarà anche numerata in modo autonomo, proseguendo dal #504 il cammino dell’originale collana di “Adventure Comics” (1938 – 1983).

Far ripartire una testata dal numero uno è uno stratagemma molto usato nel mondo dell’editoria per attirare nuovi lettori. Se un tempo, direi fino più o meno fino alla nascita del mercato dei comics shop nei primi anni ’80, il pubblico era addirittura restio ad avvicinarsi a un fumetto che non avesse alle spalle una consolidata carriera, con l’esplosione del collezionismo il medium ha conosciuto un nuovo valore per i numeri uno.
Negli ultimi anni, però, è in voga una tendenza intermedia tra questi due trend: se pure i lettori preferiscono essere invitati a bordo da uno sfavillante ed esplicito “#1″ in bella vista, alla lunga gli editori finiscono col riproporre le numerazioni storiche, sommando il computo delle vecchie uscite alle nuove. Esempi recenti in tal senso, tutti targati Marvel Comics, sono “Captain America” #600 e “Thor” #600, che hanno sostituito rispettivamente i nn. 51 e 13 delle rispettive collane “rilanciate”.

Devo ammettere, quindi, che questa decisione da parte della DC mi sorprende un po’. Da un lato, il varo di una nuova serie del golden boy Geoff Johns non poteva che essere bagnato da una simile iniziativa di marketing, come era accaduto a suo tempo con “Justice Society of America” (vol.III).
La presenza di una edizione alternativa, però, è un gimmick che alla lunga stanca e perde magnetismo anche di fronte ai collezionisti più incalliti. Per questo, trovo insolito che Dan DiDio e soci abbiano voluto legarla in questo caso a un aspetto seriale potenzialmente perpetuo e di stampo “fidelizzante”.
Cosa succederà alla seconda numerazione quando il giochetto avrà esaurito il suo fascino? Possibile che la DC abbia intenzione di prolungarlo fino alla prossima tappa “milestone” della numerazione storica? La risposta, probabilmente, a fra qualche anno. Nel frattempo, corro in banca a fare un mutuo.

Corrado Guzzanti vs. Jim Shooter!

lunedì, 20 aprile 2009
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La locandina di "Recital"

La locandina di "Recital"

Corrado Guzzanti è senza ombra di dubbio il mio comico preferito in assoluto. La sua ironia è acuta, tagliente, spesso cinica, ma mai impenetrabile o elitaria, e anzi partorisce spesso personaggi e trovate anche “popolari”. Questo complesso sovrapporsi di piani di lettura è sempre giocato con intelligenza dall’artista romano, le cui performance svelano ad ogni visione nuovi aspetti e sfumature interpretative.
In questi mesi, in compagnia della sorella minore Caterina e del fido Marco Mazzocca, Guzzanti è protagonista di una turné teatrale in giro per l’Italia, con l’irresistibile spettacolo “Recital”. Ieri sera, ad esempio, il trio era in scena al Teatro Ventaglio di Milano, e chi vi scrive ha avuto la fortuna (doppia, vista l’amabile compagnia della mia bella) di essersi trovato tra il pubblico.

Cosa c’entra tutto ciò con il tema di questo blog, la Legione dei Super-Eroi? Senza anticipare nulla dello show, mi limito a sottolineare il titolo di uno dei frammenti filmati che, proiettati sul palco tramite megaschermo, si alternano agli sketch del Guzzanti in carne ed ossa: “The Karate Kid“!
Anche se la citazione è chiaramente all’omonima pellicola del 1984, i fissat… ehm, gli aficionados come me non possono evitare di risalire il gioco dei riferimenti fino all’origine di questo titolo, e cioè il nome del legionario creato da Jim Shooter nello storico numero 346 di “Adventure Comics” (vol.I). Non tutti sanno, infatti, che i produttori del film con Ralph Macchio e Pat Morita hanno dovuto chiedere in “prestito” il nome di Karate Kid alla DC Comics, prima di poterlo utilizzare sul grande schermo. Com’è piccolo il mondo… della fiction!

Per chi volesse farsi del bene e assistere a “Recital”, le restanti date del tour sono in bella mostra sul sito ufficiale di Guzzanti.