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	<title>Commenti a: Per un dollaro in più: verso la barriera dei $3.99</title>
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	<description>Sito amatoriale dedicato alla Legione dei Super-Eroi, storico fumetto sci-fi della DC Comics. Novità, recensioni, cronologie e approfondimenti. Powered by Glamazonia.it!</description>
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		<title>Di: Mr. Kayak</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mr. Kayak]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 23:29:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[la pubblicità nei comics americani c&#039;è sempre stata, non è certo una novità dell&#039;ultim&#039;ora. anzi, negli ultimi anni ce n&#039;è sempre meno - complice il calo generale delle tirature, che diminuisce l&#039;appeal pubblicitario - generalmente a favore di preview e &quot;house ads&quot;.

rispetto agli usa, secondo me noi siamo messi molto meglio. 
non saprei fare un raffronto minuzioso tra il potere di acquisto di un euro in italia rispetto a quello di un dollaro negli USA, ma ad esempio ti basti pensare che il prezzo medio di un cappuccino in un bar di milano (€ 1,20) è di poco inferiore a quello di una tazza (non tazzina!) di caffè da starbucks ($1,75, cioè circa €1,30), catena notoriamente non a buon mercato.
eppure, da noi con tre euro leggi un sacco di pagine a fumetti, mentre in america no: è una considerazione un po&#039; superficiale, è vero, ma tant&#039;è. sia lodato san sergio bonelli, che ha dettato uno standard di prezzo favorevolissimo ai lettori.

per rispondere, infine, alla nota sul calo delle vendite: è vero, ed è una considerazione che vale in generale per tutti i prodotti cartacei, libri e quotidiani compresi.
negli stati uniti però la situazione è a mio avviso particolare: laggiù il calo è in un certo senso autoimposto, nel senso che gli editori mainstream hanno preferito rintanarsi nelle fumetterie, dove le vendite son poche ma sicure, piuttosto che rischiare nella &quot;borsa&quot; della grande distribuzione. vien da sè quindi che, alla lunga, il risultato sia quello di rivolgersi a una nicchia, ma questo non significa che il pubblico potenziale non esista.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la pubblicità nei comics americani c&#8217;è sempre stata, non è certo una novità dell&#8217;ultim&#8217;ora. anzi, negli ultimi anni ce n&#8217;è sempre meno &#8211; complice il calo generale delle tirature, che diminuisce l&#8217;appeal pubblicitario &#8211; generalmente a favore di preview e &#8220;house ads&#8221;.</p>
<p>rispetto agli usa, secondo me noi siamo messi molto meglio.<br />
non saprei fare un raffronto minuzioso tra il potere di acquisto di un euro in italia rispetto a quello di un dollaro negli USA, ma ad esempio ti basti pensare che il prezzo medio di un cappuccino in un bar di milano (€ 1,20) è di poco inferiore a quello di una tazza (non tazzina!) di caffè da starbucks ($1,75, cioè circa €1,30), catena notoriamente non a buon mercato.<br />
eppure, da noi con tre euro leggi un sacco di pagine a fumetti, mentre in america no: è una considerazione un po&#8217; superficiale, è vero, ma tant&#8217;è. sia lodato san sergio bonelli, che ha dettato uno standard di prezzo favorevolissimo ai lettori.</p>
<p>per rispondere, infine, alla nota sul calo delle vendite: è vero, ed è una considerazione che vale in generale per tutti i prodotti cartacei, libri e quotidiani compresi.<br />
negli stati uniti però la situazione è a mio avviso particolare: laggiù il calo è in un certo senso autoimposto, nel senso che gli editori mainstream hanno preferito rintanarsi nelle fumetterie, dove le vendite son poche ma sicure, piuttosto che rischiare nella &#8220;borsa&#8221; della grande distribuzione. vien da sè quindi che, alla lunga, il risultato sia quello di rivolgersi a una nicchia, ma questo non significa che il pubblico potenziale non esista.</p>
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		<title>Di: mr.terrific</title>
		<link>http://www.nottolone.net/legione/2010/04/24/per-un-dollaro-in-piu-verso-la-barriera-dei-3-99/comment-page-1/#comment-104</link>
		<dc:creator><![CDATA[mr.terrific]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 18:00:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non è stato detto che delle &quot;canoniche&quot; 32 pagine per un comic book USA ben 10 (!) sono di pubblicità!
Certo che fare un balzo di un dollaro tutto in una volta è una vera botta! Noi siamo messi un po&#039; meglio, ma bisogna dire che gli editori di comics USA sono solo 2 in Italia: Panini e Planeta, e mentre la prima ha un&#039;esperienza ultra decennale in Italia, la seconda invece ha ridotto al minimo gli albi da edicola (praticamente solo Superman e Batman) dirottando tutto il resto verso il mercato da libreria/fumetteria. Ed inoltre ha aumentato a € 3,50 gli albi da edicola, lasciando praticamente di nuovo la Panini in un regime di monopolio per quanto riguarda i supereroi in edicola. Se l&#039;America piange, l&#039;Italia non ride. Piccola nota conclusiva: i fumetti cartacei stanno costantemente da almeno 10 anni accusando un calo di vendite mondiale e ciò non giova agli appassionati sempre più ridotti a una piccola ma agguerrita nicchia.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è stato detto che delle &#8220;canoniche&#8221; 32 pagine per un comic book USA ben 10 (!) sono di pubblicità!<br />
Certo che fare un balzo di un dollaro tutto in una volta è una vera botta! Noi siamo messi un po&#8217; meglio, ma bisogna dire che gli editori di comics USA sono solo 2 in Italia: Panini e Planeta, e mentre la prima ha un&#8217;esperienza ultra decennale in Italia, la seconda invece ha ridotto al minimo gli albi da edicola (praticamente solo Superman e Batman) dirottando tutto il resto verso il mercato da libreria/fumetteria. Ed inoltre ha aumentato a € 3,50 gli albi da edicola, lasciando praticamente di nuovo la Panini in un regime di monopolio per quanto riguarda i supereroi in edicola. Se l&#8217;America piange, l&#8217;Italia non ride. Piccola nota conclusiva: i fumetti cartacei stanno costantemente da almeno 10 anni accusando un calo di vendite mondiale e ciò non giova agli appassionati sempre più ridotti a una piccola ma agguerrita nicchia.</p>
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